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Reflusso gastroesofageo

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  • Stefano Brambilla
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Normalmente lo specialista di riferimento è il gastroenterologo, ma dipende dalla patologia.
    Se il reflusso è causa di esofagite è importante consultare sempre il gastroenterologo, in quanto rientra pienamente nella sua comptenza e per via delle possibili conseguenze dell'esofagite.
    Nella maggior parte dei casi, tuttavia, e in special modo nei cantanti, il reflusso laringofaringeo crea problemi che hanno a che fare con l'utilizzo della voce. In questi casi è il foniatra il primo a diagnosticarlo, e a trattarlo.

    Buon Anno!!!

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  • LorenzoStevie
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Citazione da Alepar
    Qual'è lo specialista che si occupa di queste cose?...ragazzi com'è difficile il rapporto col medico di famiglia...io da anni c'ho questi mal di gola che non avevo fino a 25 anni...(poi da 25 a ora più che altro i sintomi descritti pochi post sopra dal dott Stefano Brambilla...schiarimenti di gola continui, sensazione di muco, faringiti insomma quella roba lì...)...il mio medico mi ha fatto fare miliardi di analisi tamponi, esami del sangue...TUTTO!!!...ma non è mai emerso niente e quindi mi ha lasciato dicendo "si vede che c'hai la gola debole"!!! non mi ha mai parlato del reflusso nè ha mai indagato...io sinceramente non ci avevo mai pensato prima di leggervi ma la cosa brutta è che so che mi tornerebbe male chiederglielo espressamente...prima cosa non ho un bel rapporto con lui perchè è molto "sbrigativo" e poi mi sembrerebbe di "scavalcarlo"...seghe mentali? boh...che bisogna fare in questo caso? meglio cercarsi uno specialista di riferimeno (quale?) o parlargliene? grazie!
    Io, sinceramente, non me ne vogliate, ma il medico di famiglia l'ho sempre ignorato. Parla con uno specialista, sempre, per qualsiasi cosa. In questo caso o un foniatra, come il Dottor Brambilla, o un Otorino, dato che foniatri, ahinoi, ce n'è pochi, da me, a Palermo, nemmeno uno.

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  • Alepar
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Qual'è lo specialista che si occupa di queste cose?...ragazzi com'è difficile il rapporto col medico di famiglia...io da anni c'ho questi mal di gola che non avevo fino a 25 anni...(poi da 25 a ora più che altro i sintomi descritti pochi post sopra dal dott Stefano Brambilla...schiarimenti di gola continui, sensazione di muco, faringiti insomma quella roba lì...)...il mio medico mi ha fatto fare miliardi di analisi tamponi, esami del sangue...TUTTO!!!...ma non è mai emerso niente e quindi mi ha lasciato dicendo "si vede che c'hai la gola debole"!!! non mi ha mai parlato del reflusso nè ha mai indagato...io sinceramente non ci avevo mai pensato prima di leggervi ma la cosa brutta è che so che mi tornerebbe male chiederglielo espressamente...prima cosa non ho un bel rapporto con lui perchè è molto "sbrigativo" e poi mi sembrerebbe di "scavalcarlo"...seghe mentali? boh...che bisogna fare in questo caso? meglio cercarsi uno specialista di riferimeno (quale?) o parlargliene? grazie!

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  • Darkdawn
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    E, soprattutto nel marasma della medicina fai-da-te, dove adesso per molti è sufficiente leggere due pagine su internet per autoproclamarsi esperti, i pareri di professionisti competenti sono sempre più che ben accetti.

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  • docmau
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Citazione da Stefano Brambilla
    Si certo, chiedo scusa al collega Docmau se il mio post possa essere sembrato una specie di "correzione". Mi pareva solamente utile chiarire l'argoimento in quanto si tratta di un problema estremamente diffuso.
    Sì in effetti si tratta semplicemente di una questione di terminologia.

    Quello che vorrei sottolineare, per esperienza personale è quanto segue. Mi capita spesso che quando diagnostico una laringite da reflusso ad un paziente egli mi risponda: "ma io non sento l'acifdo in gola". E' proprio questo il punto: il reflusso conclamato, quello che si associa ad esofagite (e ai relativi sintomi) è in realtà la punta di un inceberg, la cui realtrà sommersa, molto più grande in termini di prevalenza, è rappresentata da quadri spesso poco chiari e poco conosciuti di forme di laringite, faringite, persino otiti (ricercatori giapponesi hanno isolato il tripsinogeno, un enzima prodotto dal pancreas, nel secreto dell'orecchio medio di bimbi con otite sierosa). E in questi casi il sintomo dominante non è il bruciore, ma un corteo variabile di sintomi che vanno dal raclage (necessità di schiarirsi la gola), alla tosse stizzosa, al bolo faringeo (quello che un tempo era chiamato bolo isterico), cioè la sensazione di muco in gola con la continua necessità di deglutire.

    Un carissimo saluto a tutto il forum e chiedo nuovamente scusa se il mio post possa essere sembrato in qualche modo supponente, ripeto: si tratta in effetti di terminologie che spesso si modificano e si rischie di essere poco chiari. Pensate che solo fino al 2000 il reflusso laringofaringeo non si conosceva neppure. Poi è stato chiamato "reflusso atipico", poi dal 2006 il termine "atipico" non è piaciuto e allora l'hanno chiamato "LPR" cioè reflusso "laringofaringeo" (come se per raggiungere la laringe non dovesse passare attraverso l'esofago!). Per forza poi si genera confusione. :-)

    Per Fallngangel: in effettyi in alcuni casi non si ha risposta al trattamento. In quei casi la prima cosa da fare è verificare la correttezza del trattamento. Il trattamento della laringite da reflusso si fa con gli stessi farmaci ma con una posologia completamente differente, rispetto all'esofagite da reflusso. Paradossalmente per un problema più lieve (la laringite) si deve seguire un dosaggio molto maggiore di farmaci. In realtà non è un paradosso. Il fatto è che lievi quantità di gas acidi non sono sufficienti a dare l'esofagite, ma possono causare laringite. Dunque occorre un dosaggio di inibitori della pompa proteica che azzerino del tutto la produzione di acido. Si parla nel caso del classico omeprazolo (non si tratta di una prescrizione, intendiamoci, è solo a titolo informativo) del dosaggio pieno (40mg) fino a 2 volte al dì (a seconda del quadro laringoscopico), per 3 mesi. Le famose 8 settimane di trattamento dell'esofagite non bastano.

    Meglio se il trattamento è effettuato assieme a una dieta adeguata.

    Se il trattamento che hai seguito è così, allora bisogna pensare che la mancata risposta terapeutica sia dovuta proprio al fatto che si tratta di un reflusso misto. Se c'è della bile chiaramente l'inibitore della pompa protonica non serve. O meglio: serve in quanto il reflusso biliare è quasi sempre misto, dunque serve per la componente acida, ma non è sufficiente. In questo caso l'unica arma farmacologica a disposizione è associare all'inibitore di pompa un procinetico, per far svuotare lo stomaco più rapidamente e essere rigorosi con la dieta.
    Però per essere certi che sia questo il caso sarebbe opportuno consultare uno specialista, il quale dopo aver verificato che il quadro laringoscopico non è regredito, ti prescrive una pH-impedenzometria faringea ed esofagea.
    Si tratta di un esame che misura il numero, l'entità e, soprattutto, la tipologia degli episodi di rflusso (in che % acidi, piuttosto che basici).

    Docmau, ma che vecchietto!!! Ma sai che ultimamente sto conoscendo un sacco di colleghi che sono anche cantanti o musicisti?

    Scusate anche per la lunghezza del post... sono troppo prolisso. :-)

    Tanti auguri di buone feste a tutti.
    Un abbraccio,

    Stefano
    Ti assicuro che non c'è assolutamente nulla di cui tu debba scusarti con chicchessia!
    La serena discussione ed il confronto tra persone è ciò che ha reso MusicOff la bella realtà che è oggi.
    Non vorremmo cambiarla per nulla al mondo!
    E ti rinnovo il benvenuto!

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  • Stefano Brambilla
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Grazie mille e tanti cari auguri, Thomas.

    Il piacere è assolutamente mio: sono sempre stato a favore di una più fitta collaborazione tra foniatri, logopedisti, vocal coach e produttori, al fine di garantire il meglio per i professionisti della voce cantata e poter essere d'aiuto, anche solamente con qualche consiglio è un piacere ed un onore.

    Auguri a tutto il forum!

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  • Doc
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Auguri di buon anno anche a te Stefano
    E' un vero piacere avere a bordo specialisti qualificati come te che possano far luce in questo intricato mondo di patologie legate al mondo della musica

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  • Stefano Brambilla
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Si certo, chiedo scusa al collega Docmau se il mio post possa essere sembrato una specie di "correzione". Mi pareva solamente utile chiarire l'argoimento in quanto si tratta di un problema estremamente diffuso.
    Sì in effetti si tratta semplicemente di una questione di terminologia.

    Quello che vorrei sottolineare, per esperienza personale è quanto segue. Mi capita spesso che quando diagnostico una laringite da reflusso ad un paziente egli mi risponda: "ma io non sento l'acifdo in gola". E' proprio questo il punto: il reflusso conclamato, quello che si associa ad esofagite (e ai relativi sintomi) è in realtà la punta di un inceberg, la cui realtrà sommersa, molto più grande in termini di prevalenza, è rappresentata da quadri spesso poco chiari e poco conosciuti di forme di laringite, faringite, persino otiti (ricercatori giapponesi hanno isolato il tripsinogeno, un enzima prodotto dal pancreas, nel secreto dell'orecchio medio di bimbi con otite sierosa). E in questi casi il sintomo dominante non è il bruciore, ma un corteo variabile di sintomi che vanno dal raclage (necessità di schiarirsi la gola), alla tosse stizzosa, al bolo faringeo (quello che un tempo era chiamato bolo isterico), cioè la sensazione di muco in gola con la continua necessità di deglutire.

    Un carissimo saluto a tutto il forum e chiedo nuovamente scusa se il mio post possa essere sembrato in qualche modo supponente, ripeto: si tratta in effetti di terminologie che spesso si modificano e si rischie di essere poco chiari. Pensate che solo fino al 2000 il reflusso laringofaringeo non si conosceva neppure. Poi è stato chiamato "reflusso atipico", poi dal 2006 il termine "atipico" non è piaciuto e allora l'hanno chiamato "LPR" cioè reflusso "laringofaringeo" (come se per raggiungere la laringe non dovesse passare attraverso l'esofago!). Per forza poi si genera confusione. :-)

    Per Fallngangel: in effettyi in alcuni casi non si ha risposta al trattamento. In quei casi la prima cosa da fare è verificare la correttezza del trattamento. Il trattamento della laringite da reflusso si fa con gli stessi farmaci ma con una posologia completamente differente, rispetto all'esofagite da reflusso. Paradossalmente per un problema più lieve (la laringite) si deve seguire un dosaggio molto maggiore di farmaci. In realtà non è un paradosso. Il fatto è che lievi quantità di gas acidi non sono sufficienti a dare l'esofagite, ma possono causare laringite. Dunque occorre un dosaggio di inibitori della pompa proteica che azzerino del tutto la produzione di acido. Si parla nel caso del classico omeprazolo (non si tratta di una prescrizione, intendiamoci, è solo a titolo informativo) del dosaggio pieno (40mg) fino a 2 volte al dì (a seconda del quadro laringoscopico), per 3 mesi. Le famose 8 settimane di trattamento dell'esofagite non bastano.

    Meglio se il trattamento è effettuato assieme a una dieta adeguata.

    Se il trattamento che hai seguito è così, allora bisogna pensare che la mancata risposta terapeutica sia dovuta proprio al fatto che si tratta di un reflusso misto. Se c'è della bile chiaramente l'inibitore della pompa protonica non serve. O meglio: serve in quanto il reflusso biliare è quasi sempre misto, dunque serve per la componente acida, ma non è sufficiente. In questo caso l'unica arma farmacologica a disposizione è associare all'inibitore di pompa un procinetico, per far svuotare lo stomaco più rapidamente e essere rigorosi con la dieta.
    Però per essere certi che sia questo il caso sarebbe opportuno consultare uno specialista, il quale dopo aver verificato che il quadro laringoscopico non è regredito, ti prescrive una pH-impedenzometria faringea ed esofagea.
    Si tratta di un esame che misura il numero, l'entità e, soprattutto, la tipologia degli episodi di rflusso (in che % acidi, piuttosto che basici).

    Docmau, ma che vecchietto!!! Ma sai che ultimamente sto conoscendo un sacco di colleghi che sono anche cantanti o musicisti?

    Scusate anche per la lunghezza del post... sono troppo prolisso. :-)

    Tanti auguri di buone feste a tutti.
    Un abbraccio,

    Stefano

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  • docmau
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Benvenuto al collega Stefano. Son certo che la sua esperienza sarà oltremodo fruttuosa al forum tutto.
    Forse son stato io ad esser poco chiaro nelle mie affermazioni.
    Io ho inteso come "reflusso gastroesofageo" la risalita in esofago del contenuto acido dello stomaco, con conseguente irritazione del terzo inferiore dell'esofago, e "rigurgito" la risalita di tale contenuto fino a livello di laringe e faringe, con tutto quel che ne consegue.
    Sul resto mi pare non ci sia nulla che richieda discussioni, no?
    E' anche altrettanto possibile che ciò che io do per scontato e che, non essendo il mio settore precipuo di attività, definisco con nomenclature che risalgono alla seconda guerra punica, oggi venga definito altrimenti.
    So' vecchietto, nu ce posso fa' niente!

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  • fallngangel
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Citazione da jacksquarter
    Quoto in pieno purtroppo: io ho sofferto di reflusso gastrico e pur non avendo rigurgito ho sofferto per mesi di faringite dovuta ai "gas acidi"
    io ne soffro, e nonostante le cure ripetute e numerose (ne ho cambiate già 4) non riesco ad attutire i sintomi, quelli descritti in sintesi dal dott. Brambilla

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  • jacksquarter
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Citazione da Stefano Brambilla
    Mi sento di dissentire da quanto detto (pur con tutto il rispetto). Il reflusso danneggia eccome l'apparato fonatorio (spero di non scatenare polemiche, ma di rimanere nel rispetto delle pur giustificate divergenze di opinioni, specie tra colleghi).

    Il reflusso è causa di aritenoidite, tracheite, faringite e laringite cronica posteriore.
    Determina edema ed ipervascolarizzazione a carico delle corde vocali, con conseguente maggiore incidenza di corditi emorragiche.
    Determina ristagno di muco sul piano glottico con conseguente disfonia a inizio della frase.

    Tutto questo avviene non solo in caso di rigurgito, ma anche quando si verifica il cosiddetto reflusso laringofaringeo (sostenuto prevalentemente da particelle acide in sospensione, veicolate dai gas presenti nello stomaco)
    Quoto in pieno purtroppo: io ho sofferto di reflusso gastrico e pur non avendo rigurgito ho sofferto per mesi di faringite dovuta ai "gas acidi"

    Lascia un commento:


  • Stefano Brambilla
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Mi sento di dissentire da quanto detto (pur con tutto il rispetto). Il reflusso danneggia eccome l'apparato fonatorio (spero di non scatenare polemiche, ma di rimanere nel rispetto delle pur giustificate divergenze di opinioni, specie tra colleghi).

    Il reflusso è causa di aritenoidite, tracheite, faringite e laringite cronica posteriore.
    Determina edema ed ipervascolarizzazione a carico delle corde vocali, con conseguente maggiore incidenza di corditi emorragiche.
    Determina ristagno di muco sul piano glottico con conseguente disfonia a inizio della frase.
    Determina nei casi più severi la cosiddetta "ulcera di Jackson" (anche impropriamente chiamata "granuloma di Jackson").
    E' peraltro ipotizzata, ma ancora non oggetto di alcuna pubblicazione, la relazione tra il reflusso e una maggiore incidenza di cisti da ritenzione, non solo a carico delle corde vocali, ma anche a carico di altri tratti della laringe o della faringe.
    Una buona quota dei casi di asma reattivo sono sostenuti dal reflusso e persino l'asma allergico, che vede la sua causa nell'allergia respiratoria, viene notevolmente influenzato, nella storia naturale del proprio decorso da episodi di reflusso. Infatti i soggetti che soffrono di asma allergico trovano beneficio nel trattamento del reflusso, andando incontro a notevole diminuzione nel numero e nell'entità degli episodi asmatici.

    Tutto questo avviene non solo in caso di rigurgito, ma anche quando si verifica il cosiddetto reflusso laringofaringeo (sostenuto prevalentemente da particelle acide in sospensione, veicolate dai gas presenti nello stomaco).

    Detto questo non intendo dire che tutti debbano necessariamente essere trattati per il reflusso. Ogni caso va valutato a se stante, ma è ormai certo che il reflusso sia una condizione molto diffusa, da alcuni ritenuta una vera e propria patologia professionale del cantante professionista, e nei confronti della quale il cantante deve trovare il modo di convivere.

    Io personalmente vedo circa 1300 pazienti all'anno e posso garantire che i quasi 400 pazienti all'anno che soffrono di reflusso che vedo beneficiano eccome del trattamento, sia in termini di produzione della voce, sia in termini di miglioramento del quadro endoscopico e di regressione della sintomatologia.

    Nella fattispecie, oltre ai numerosi sintomi determinati dal reflusso, quelli più lamentati dal cantante sono rappresentati da un certo ritardo della "messa in nota" con esordio tendenzialmente calante (sostenuto dall'aritenoidite), da una variabile perdita del settore tonale acuto, specie in registro leggero (dovuto al grado variabile di edema cordale) e da una disfonia tipicamente a inizio del fraseggio (causata dal ristagno di muco sul piano glottico che, successivamente, viene spinto nei ventricoli laringei dalla vibrazione cordale stessa con recupero di un grado accettabile di eufonia).

    Chiaramente l'impatto di tali sintomi sull'attività artistica dipende dall'entità dei sintomi stessi e dalla resa vocale richiesta al performer/artista (che dipende naturalmente dallo stile musicale affrontato, dal repertorio e da scelte artistiche).

    Detto ciò ripeto che con questo non voglio dire che tutti debbano correre in farmacia a prendere gli inibitori della pompa proteica, ma che ogni caso di reflusso, se causa di problemi vada affrontato a se stante (anche per l'incidenza non trascurabile dei casi di reflusso biliare o misto, come citato nei post precedenti).

    Un caro saluto,

    Stefano Brambilla

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  • Epoch
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Ecchennesò io?
    Non sono mica un medico...

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  • docmau
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    ...ma quanto siete cagafini...

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  • Darkdawn
    ha risposto
    Re: Reflusso gastroesofageo

    Citazione da Epoch
    Uhmmmm... Ti dirò: sono quasi sicuro di aver inteso correttamente il termine "incontinenza" detto dal mio medico, ma ora mi hai messo un tarlo in testa, chiederò delucidazioni.
    Hai inteso perfettamente.
    Incontinenza e incompetenza in questo caso sono termini praticamente interscambiabili.
    "Incontinenza" significa che non trattiene.
    "Incompetenza" significa che non svolge il suo lavoro, cioè cioè quello di chiudersi perfettamente impedendo il transito del contenuto gastrico in direzione antiperistaltica.

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