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Migliorare la voce

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  • Migliorare la voce

    Non mi piace la mia voce, nè quella parlata nè quella cantata, cosa posso fare per migliorarla? Ovvero che esercizi mi consigliate per imparare a cantare (penso che se una persona intoni la voce cantata di conseguenza riesca ad avere una voce migliore anche nel parlato, o è il contrario?)
    "La musica è Dio sceso fra gli uomini"

  • #2
    Re: Migliorare la voce

    Bentornato Doc.
    Si tratta principalmente di risonanza e articolazione, scelta delle vocali, espressività, personalità. Controllo della massa cordale.
    Ci sono tutta una serie di esercizi a riguardo, è vero. Andrò più in dettaglio in seguito.
    Possono essere vere entrambe le cose che hai detto, seppure non necessariemente e molto evidentemente non sempre, haha.

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    • #3
      Re: Migliorare la voce

      Io spero sempre di prendere due piccioni con una fava ahahahah
      Comunque grazie mille della disponibilità
      "La musica è Dio sceso fra gli uomini"

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      • #4
        Re: Migliorare la voce

        Dimenticavo l'appoggio ed il sostegno. Non parliamo delle molteplici abitudini che ognuno ha in fatto di posizionamento della lingua ! La R moscia anyone?
        Sì la lingua influisce moltissimo, sulle vocali, dato che modifica lo spazio faringeo, per non parlare della posizione della laringe tramite i depressori della radice della lingua i quali la fanno abbassare

        Hai detto di avere risolto i problemi di nasalità o mi sto confondendo? Principalmente non devi sentire la voce di Ramazzotti mentre ti tappi il naso eseguendo consonanti non nasali.

        Se usi una voce simile al parlato, attenzione alle ingolature, che possono venire dall'inflessione o dal modo di interpretarla. E' perfettamente possibile liberare la gola mantenendo inflessione e personalità, se così si vuole, come insegna il canto napoletano. E si può cantare bene anche con il rotacismo, vedi Guccini (non usa sempre una super estensione e tecnica, ma sembra fluido ed inoltre in acuto sembra raggiungere il La3, non poco per un baritono)
        La gola significa che ci sono ulteriori ostacoli al fiato oltre alle corde vocali, spesso per supplire alla mancanza di appoggio.

        Per fare cose come il belting e vocali abbastanza aperte, puoi aprire la bocca e sollevarne gli angoli, mostrando secondo come i denti, come in un morso.
        La risonanza faringea o twang è estremamente, importante, in acuto ma non solo, perchè al variare della massa cordale ti permette di mantenere quella risonanza alta e brillante, ma anche rotonda, se non si esagera.


        https://www.youtube.com/watch?v=4lBhP04slkA
        Forse è già un livello molto avanzato, ma lo ritengo utile perchè illustra un problema di costrizione legato alla posizione della lingua per la A, sembrerebbe che rischi di elicitare i depressori della lingua, che si abbassa per fare spazio alla vocale. Si parla principalmente di note alte, immagino. Partire da una E per modificarla in una A senza deprimere la lingua.

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        • #5
          Re: Migliorare la voce

          Citazione da Oblomov
          Dimenticavo l'appoggio ed il sostegno. Non parliamo delle molteplici abitudini che ognuno ha in fatto di posizionamento della lingua ! La R moscia anyone?

          R moscia presente! (poco però)

          Comunque non credo di aver mai parlato di problemi nasali in passato, anche perchè oltre ad un costante raffreddore non ne ho.
          Appena avrò tempo a disposizione guarderò il video, grazie ancora!
          "La musica è Dio sceso fra gli uomini"

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          • #6
            Re: Migliorare la voce

            La voce incontra "muri" tonali per molteplici motivi.
            A volte c'è un'"estensione parlata" (anche se persone diverse possono parlare in modo completamente diverso, registri, cadenza e tutto) superata la quale si incontrano degli ostacoli, quali sono le possibili soluzioni e cose da fare a seconda delle cause.

            1.La risonanza, il problema può essere dovuto alla risonanza non ottimale per le note acute, per compensare si costringe e si spinge il petto per cercare invano di aumentare la potenza vocale, ma questo porta ad un altro ovvio ostacolo.
            Ricercare le risonanza adatta a proiettare il suono con il giusto tanto di appoggio e apporto d'aria, tramite le varianti vocali e la risonanza faringea. Costruire il tutto a partire dalle note centrali.

            2.Peso vocale. Ogni nota aumenta la resistenza cordale, di conseguenza è necessario rilasciare gradualmente del peso, dopo le note centrali, evitando di spingere massa e spessore vocale eccessivo in acuto (detta petto). Se ne userà un po' di più per intensità più forti come il belting, vero, ma sempre a togliere. Dopo il passaggio ci si trova in una situazione in cui, un peso ottimale è uno tale che, se usato una quinta sotto, costituirebbe una resistenza irrisoria ed insufficiente, adatta a volumi molto bassi.
            Questo introduce una "relatività" nel canto, quasi fisica, come se parlassimo di accelerazione. Cambiare marcia è necessario, usarne una che tira troppo su note acute crea una resistenza che induce un'ipercompressione creando un'ipercinesia vocale che è uno dei motivi per i quali molti al karaoke berciano le note acute con ben poco controllo e melodicità.

            3. Costrizioni di "gola". Per motivi in parte riconducibili a 2. e 1. si può avere una tendenza ad addurre le "false corde" sovrastanti le vere. Questo avviene per contrastare e compensare una spinta, dovuta il più delle volte a carenza di appoggio. L'appoggio può mancare anche per il motivo opposto troppa aria in rapporto ad un alleggerimento eccessivo per la nota in questione all'intensità che ci si prefigge, o si aumenta il peso o si diminuisce l'apporto d'aria cambiando eventualmente la risonanza.
            Se manca però la capacità di controllare l'apporto d'aria e la velocità di rilascio, non servirà lavorare sui soli punti precedenti, anche se sempre sarà vantaggioso per un risultato sinergico applicabile a note sempre più acute (o basse). Più sono i punti su cui si lavora contemporaneamente, migliore sarà il feedback. Tuttavia perlopiù le costrizioni sono sintomo della mancanza di appoggio e la massa cordale o resistenza è tuttuno con l'appoggio, una cosa non può prescindere dall'altra.

            4. A quel punto in caso di muri tonali si avranno moltissime strade su cui lavorare. Lavorando sulla risonanza e twang è possibile ottimizzare emissioni più leggere.
            Possiamo alleggerire, sì, ma anche provare a rafforzare appoggio e sostegno per sostenere note ad un peso a cui non si era abituati precedentemente, per definizione si tratterà di intensità maggiori e di belting, tuttavia, che non scendono sotto una certa intensità.

            In parallelo puoi provare a passare direttamente all'emissione di registro "testa" per rinforzarla ed eliminare l'aria. Se anche una volta trovato l'appoggio ed eliminato il falsetto, rimane difficile aggiungere intensità e raggiungere una timbrica simile al registro "modale" in belting, significa con buona probabilità che ti trovi in una zona che puoi quasi sicuramente ancora eseguire in modale, seppure magari alleggerendo di più.
            Salendo in questo modo, probabilmente entro il La3, tale registro acquisirà una intensità e pienezza timbrica contigua al modale, se bene impostato. Al tempo stesso è probabile che dopo questa nota si dovrà aggiustare la risonanza verso la componente chiara per motivi acustici ed entro Do4 sarà necessario alleggerire, come dicevo tempo fa, anche in questo registro, anche qui spingerne al massimo l'adduzione diventa controproducente e d'ostacolo al fiato.
            Lo stesso falsetto posturale diventa infatti faticoso a queste altezze, perchè presenta costrizione e spinta, che impedisce alla porzione di corde vocali coinvolte di addursi e vibrare in maniera ottimale, producendo quindi una scarsità di armonici e dinamiche. Si può anche spingere di più e urlare, ma è un urlo in falsetto aspro e con componente falsocordale.

            Il registro M2 ha una casistica di difficoltà riconducibili anche al punto 1, ovvero la risonanza e 3, costrizione e spogigo, talvolta dovuto al punto 2. poichè anche in questo registro, per lo stessa ragione per cui ad un certo punto aumenta volume e potenza, aumenta anche resistenza e compressione.

            C'è da dire che, fortunatamente non tutte queste regolazioni "valvolari" sono consce, a seconda della nostra attitudine, chi più chi meno, anche tra chi urla gli acuti e bisbiglia i bassi, usa in genere più peso in basso che in acuto. Però sicuramente chi gestisce le dinamiche ha imparato a farlo molto meglio e ad accordare i movimenti di conseguenza.
            Al punto che nella lirica sembra che ci si cominci a preoccupare di questo aspetto solo arrivati al "passaggio", questo perchè l'appoggio, concettualmente, già risolve in buona parte la questione in tutta la zona centrale e medio acuta.
            I cantanti che hanno un volume direttamente proporzionale alla tonalità fanno sicuramente un movimento diverso, magari appoggiano, se cantano bene, ma il loro lavoro aumenta in continuazione, perchè la loro tendenza è mantenere lo spessore cordale.
            Bisogna guardare i live, per capirlo, nei video, eventuali uniformità di volume sono opera di fonici ed equalizzatori, non basta nemmeno il compressore per certi cantanti .

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