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Accordo fuori tonalità

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  • J.M.
    ha iniziato la discussione Accordo fuori tonalità

    Accordo fuori tonalità

    Ciao ragazzi, mi togliete un dubbio? quale scala devo usare quando si presenta un accordo fuori tonalità?
    Vediamo se ho capito bene

    Esempi:
    1. Am / D / F / G
    Il Re non fa parte della tonalità di Do, quindi devo isolarlo e usare la scala di Re maggiore?

    2. G / Bm / Am / B7
    In questo caso quando suonerà il Si7 userò la scala di Mi maggiore?

    3. F / Bb / Ab / Eb
    In questo esempio isolo le due tonalità, cioè F e Bb tonalità di Fa quindi userò la scala di Fa maggiore e Ab e Eb tonalità di Ab quindi userò la scala di Ab maggiore?

    Un altro esempio è in Crazy Little thing called love dei Queen: Bb / C / D, durante il Re userò la scala di Re maggiore?

    In Moondance gli accordi sono: "Am / Bm", userò la scala di Sol maggiore (II / III grado di G) o userò la scala di Do maggiore (VI / VII grado di Do) ?

    Scusate la domanda stupida, ma ho un pò di confusione in testa

  • _cosimo_
    ha risposto
    Citazione da zoso85 Visualizza il messaggio

    Attenzione perchè non stiamo suonando in modale, è un giro tonale con interscambio modale (accordo in prestito dalla tonalità parallela). Per il resto hai detto tutto giusto.

    Suonare in modale è un discorso più legato a giri di accordi che non hanno niente in comune e con cui puoi usare i modi per dare dei colori diversi a ogni accordo.
    Vero, è solo un interscambio
    Comunque il modo di vedere quel giro è quello, anche se per un solo accordo, quindi proprio sistema modale puro non è.

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  • zoso85
    ha risposto
    Citazione da _cosimo_ Visualizza il messaggio
    Puoi vederlo come qualsiasi accordo di Re che contenga il La e il Fa#, quindi sostanzialmente un Re maggiore declinato in varie sfumature a seconda delle note che ci aggiungi.
    Puoi suonarci in Re maggiore Lidio aggiungendo il Sol# al fraseggio, ma ti consiglio di non pensare in termini di tonalità, in tal caso La maggiore: difatti suonando in La maggiore, seppure sia armonicamente corretto, vai ad aggiungere voci che cozzano un po’ con l’accordo e con quello che è la struttura armonica precedente e successiva.
    Siamo all’interno di un sistema modale, pensiamo modale
    Re Lidio, Re Misolidio, Re Ionico, Re Superlocrio, Revattelappesca basta che abbia La e Fa#. Poi scegli con gusto ovviamente, non è detto che se ci sta sulla carta poi suoni necessariamente bene
    Attenzione perchè non stiamo suonando in modale, è un giro tonale con interscambio modale (accordo in prestito dalla tonalità parallela). Per il resto hai detto tutto giusto.

    Suonare in modale è un discorso più legato a giri di accordi che non hanno niente in comune e con cui puoi usare i modi per dare dei colori diversi a ogni accordo.

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  • J.M.
    ha risposto
    Revattelappesca ha il Fa naturale o alterato?
    E' il "non è detto che se ci sta sulla carta poi suoni necessariamente bene" che mi preoccupa !
    Non c'è una regola ben precisa?

    Lascia un commento:


  • _cosimo_
    ha risposto
    Puoi vederlo come qualsiasi accordo di Re che contenga il La e il Fa#, quindi sostanzialmente un Re maggiore declinato in varie sfumature a seconda delle note che ci aggiungi.
    Puoi suonarci in Re maggiore Lidio aggiungendo il Sol# al fraseggio, ma ti consiglio di non pensare in termini di tonalità, in tal caso La maggiore: difatti suonando in La maggiore, seppure sia armonicamente corretto, vai ad aggiungere voci che cozzano un po’ con l’accordo e con quello che è la struttura armonica precedente e successiva.
    Siamo all’interno di un sistema modale, pensiamo modale
    Re Lidio, Re Misolidio, Re Ionico, Re Superlocrio, Revattelappesca basta che abbia La e Fa#. Poi scegli con gusto ovviamente, non è detto che se ci sta sulla carta poi suoni necessariamente bene

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  • J.M.
    ha risposto
    Però se lo vedo come un IV grado di A ho a disposizione altre note che potrebbero essere interessanti, no?

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  • zoso85
    ha risposto
    In questi casi ti consiglio di non fossilizzarti troppo su un concetto scalare ma di aprire più la mente alle note che compongono gli accordi cercando di individuare le sonorità che girano insieme agli accordi stessi.

    Praticamente non pensare di essere in tonalità di G durante l’accordo di D, pensa di essere sempre in Am ma sostituisci la nota F con F#. Solo durante il D ovviamente

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  • J.M.
    ha risposto
    Citazione da zoso85 Visualizza il messaggio

    1. siamo in Am ma il D ci porta a pensare anche a una tonalità di G maggiore, quindi è facile capire che la differenza sostanziale sta nel F che diventa F# durante il D, quindi dovresti pensare in Am su tutti gli accordi tranne che sul D in cui cambierai il F in F#.
    Se vuoi vederla in modo più facile puoi usare la scala minore di A sugli accordi in tonalità mentre userai la scala dorica di A solo sul D. Questo perchè la scala dorica non è nient'altro che una scala minore con la sesta maggiore (che poi sarebbe proprio il FA che diventa FA#).
    Gentilissimo !
    Dai, più o meno ci sono
    Ultima curiosità:
    Nel primo esempio "Am / D / F / G", il D posso interpretarlo come voglio? cioè, potrei farlo diventare il IV grado di A o il V grado di G e quindi usare le scale di A o G ?

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  • zoso85
    ha risposto
    Ciao,

    gli accordi "fuori" andrebbero valutati a seconda dei casi poichè non esiste propriamente una soluzione per tutto...

    Comunque partiamo con il primo esempio:

    1. siamo in Am ma il D ci porta a pensare anche a una tonalità di G maggiore, quindi è facile capire che la differenza sostanziale sta nel F che diventa F# durante il D, quindi dovresti pensare in Am su tutti gli accordi tranne che sul D in cui cambierai il F in F#.
    Se vuoi vederla in modo più facile puoi usare la scala minore di A sugli accordi in tonalità mentre userai la scala dorica di A solo sul D. Questo perchè la scala dorica non è nient'altro che una scala minore con la sesta maggiore (che poi sarebbe proprio il FA che diventa FA#).

    2. Siamo in G ad eccezione del B7 che presenta una nota "fuori" che sarebbe un D#. Anche qui è abbastanza facile perchè se G equivale a Em (a livello di tonalità relative) il D# è come se fosse la settima maggiore di E, quindi possiamo risolvere il dilemma usando la scala minore armonica di E durante il B7.

    3. Sembrerebbe come dici tu, quindi ti direi di pensare all'Ab maggiore più come un Fm, così passi dalla tonalità di F maggiore a quella di Fm (interscambio modale)

    4. Sempre interscambio modale... durante Bb e C è come se fossi in Dm per poi passare a D maggiore, però la durata degli accordi non ti permette di ragionare troppo su un'intera scala, quindi meglio usare delle note chiave appartenenti alle triadi dei due accordi.

    5. Qui hai sbagliato a pensare Bm come VII grado di C (sarebbe B°), mentre è giusto pensare alla tonalità di G (II-III). Altrimenti potresti pensare anche a Em (IV-V) che è la relativa minore.

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