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    Citazione da Vigilius
    una volta le cose vecchie erano vecchie e basta, non vintage

  • #2
    Bel topic

    Non sono un appassionato del genere ma nemmeno lo disprezzo. Per quanto mi riguarda c'è un contro sopra tutto il resto: lo stile growl, è una cosa che proprio non mi entusiasma (salvo rari casi, ma direi esclusivamente quando è un complemento e non l'elemento protagonista della scena)
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    • #3
      olè !
      certamente , mi ritengo onnivoro musicalmente parlando
      e tra le altre "cose" il death è parte integrante dei miei ascolti

      dark tranquillity visti piu volte dal vivo ( gruppo che secondo me rende proprio meglio in sede live)


      cos'altro ascoltate di bello ?

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      • #4
        I Black Sabbath valgono?

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        • #5
          Ho amato visceralmente i Death, per il resto il genere non mi piace e non mi è mai entrato dentro neanche in età più consone (adolescenza e dintorni), quindi credo sia più una cosa legata alla band e a Chuck in senso stretto, anche perché ho amato i Control Denied nonostante la loro breve carriera.
          Art Of Motion, musica in movimento.
          https://artofmotion.bandcamp.com/releases

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          • #6
            non particolarmente.. preferisco altri filoni di metal
            Chitarrista dei Mercato Nero e Prototape

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            • #7
              ORIGINI DEL DEATH METAL

              Il death metal è un sottogenere del metal che ha preso vita dal thrash, in quanto alcuni gruppi thrash erano diventati sempre più estremi, e serviva quindi una maniera per distinguerli dal thrash normale.
              Venne quindi coniato il termine "death metal", che, a dispetto di quello che credono in molti, non deriva dal nome del gruppo di Chuck Schuldiner (ossia i Death, uno dei gruppi capostipite del genere), ma dalle tematiche ricorrenti in quella nuova corrente di gruppi estremi. Il death si è sviluppato in America nella seconda metà degli anni '80, e si distingue dal thrash per una maggiore violenza nella musica (ossia una maggiore velocità esecutiva e chitarre con una distorsione più cupa e molto spesso accordate ribassate), per le tematiche (morte, sangue e squartamenti vari) e per la voce (in growl, a differenza del cantato urlato del thrash); anzi, molto spesso era proprio la voce il criterio con cui si decideva se definire thrash o death un gruppo. Queste perlomeno erano le caratteristiche iniziali del genere; poi, come vedremo, molte di esse cambieranno, fino a dar luogo a correnti diverse e che molte volte hanno pochissimo in comune tra di loro.

              Gli addetti ai lavori sono concordi nel dire che il primo album death metal della storia sia "Seven Churches" dei californiani Possessed, il loro esordio uscito nel 1985, in cui era presente oltretutto una canzone dal titolo proprio "Death Metal". Questo è il primo album in cui si riscontra un cambiamento nello stile vocale, visto che Jeff Becerra comincia ad usare un cantato più grezzo e cupo rispetto agli altri gruppi metal di quel periodo, e si trovano già le tematiche tipiche del genere. Certamente non è ancora death metal puro al 100%, ma si può considerare l'album che ha dato il via al genere.

              L'album che più di tutti ha influenzato la scena death metal è stato però "Reign In Blood" degli Slayer (pietra miliare del thrash ed uscito nel 1986). Con questo album gli Slayer (che già avevano stupito le scene con il seminale "Hell Awaits" del 1985) davano sfogo a tutta la loro violenza, sparando una serie senza fine di riff incazzati e di assoli atonali, e concentrarono in 29 minuti talmente tanta cattiveria da stupire tutti. Questo album sarà una delle influenze principali di quasi tutti i gruppi death metal che stavano per nascere, ancora più di "Seven Churches" dei Possessed.
              Oltre a "Reign In Blood" vanno ricordati come ispiratori del death anche altri album thrash, tra cui i primi dei tedeschi Kreator ("Pleasure To Kill" su tutti, datato 1986), quelli degli inglesi Onslaught, "Darkness Descends", dei californiani Dark Angel, e poi i sempre presenti svizzeri Celtic Frost.

              Esiste un gruppo underground che esercitò una forte influenza tra i thrasher dell'epoca, diventando in breve un gruppo cult, e si tratta dei canadesi Slaughter, autori nel 1986 di "Strappado" e nel 1987 di "Not Dead Yet", due album di thrash/death rozzo e cattivo, ristampati anni fa dalla Nuclear Blast. Prima di incidere "Strappado" gli Slaughter chiamarono a suonare con loro Chuck Schuldiner, un ragazzo floridiano che si era fatto notare tra il circuito dei tape traders per dei demo che sprizzavano violenza in ogni nota. Schuldiner però restò poco tempo a suonare con i canadesi, e decise di tornarsene in Florida per mandare avanti un proprio gruppo, i Death.
              Vale la pena ricordare anche i primi due lavori dei tedeschi Sodom, "In The Sign Of Evil" (1984) e "Obsessed By Cruelty" (1985), rozzissimi esempi di metal estremo.
              Non dimentichiamo neppure gli italiani Necrodeath, che con il demo "The Shining Pentagram" del 1985 si imposero come una delle realtà thrash più estreme dell'epoca e influenzarono molti gruppi dell'epoca.

              Tra 1985 e 1986 si fecero strada nel circuito underground i brasiliani Sepultura. Nel 1985 stamparono il loro EP d'esordio dal titolo "Bestial Devastation", a cui fecero seguire nel 1986 l'album "Morbid Visions". Entrambi vennero stampati dall'etichetta brasiliana Cogumelo, che non poteva permettere una distribuzione in tutto il mondo, ma riuscirono ugualmente a farsi notare all'estero per la loro violenza senza compromessi.
              Questi due lavori sono due cose grezzissime in cui si distingue a malapena quello che stavano suonando... non c'è nulla di curato, non sono propriamente death, ma vanno segnalati sia perché sono due lavori tra i più grezzi dell'epoca, sia perché in seguito i Sepultura diventeranno uno dei gruppi death più famosi a livello mondiale, ed il primo a superare il milione di copie vendute con "Arise" (1991)

              Il death cominciò la sua esplosione nel 1987, con l'uscita dell'album d'esordio dei floridiani Death (già autori di alcuni demo con il nome di Mantas), dal titolo "Scream Bloody Gore". Questo album può rappresentare il completamento del passaggio dal thrash al death, visto che qui vengono rispettate tutte le caratteristiche del genere per come lo intendiamo oggigiorno. Alcuni dicono che sia meglio considerare questo come l'album iniziatore del death metal al posto di "Seven Churches"... beh, questo dipende sempre dai punti di vista, è una questione che rimarrà sempre irrisolta, soprattutto perché non esistono regole precise ed assolute per definire il genere di un album.

              Nel 1987 vanno segnalate anche le uscite di "Schizophrenia", ancora dei brasiliani Sepultura, e dell'EP "Deathcrush" dei norvegesi Mayhem.
              I Sepultura erano alla terza uscita discografica, ed alcuni considerano "Schizophrenia" come album thrash e non death, qui dipende sempre dalle opinioni, resta comunque ai confini tra i due generi, ed ha una importanza fondamentale perché fu il primo album death stampato dalla etichetta olandese RoadRunner (che sarà una delle due etichette, assieme alla inglese Earache, che faranno da faro-guida per il metal estremo all'inizio degli anni '90), e fu l'album che spalancò le porte della Florida al gruppo brasiliano.
              L'esordio dei Mayhem si può considerare death metal come stile, poi questo gruppo prenderà altre strade e diventerà uno dei gruppi fondamentali (se non IL fondamentale) per il black metal.

              Nel 1988 cominciano ad uscire un numero consistente di album death metal. I Death con "Leprosy" daranno alla luce il vero manifesto del genere, ossia l'album che va preso come l'espressione più pura del genere, e quindi l'album che va usato nei confronti per capire se un lavoro sia death metal o no.

              Nel 1989 ormai il death metal è un genere ben definito, e sempre più gruppi si lanciano a suonare questo genere. I Sepultura, i Pestilence ed i Bolt Thrower confermano quanto fatto in precedenza. Vanno segnalati gli esordi di 3 gruppi floridiani che incideranno moltissimo nella storia del genere: "Pieces Of Time" degli Atheist, "Altar Of Madness" dei Morbid Angel e "Slowly We Rot" degli Obituary.
              Gli Atheist faranno vedere che il death metal può convivere con la tecnica, diventando qualcosa di raffinato e violento allo stesso tempo.
              I Morbid Angel erano attesi al varco, dopo essersi messi in luce con alcuni demo già prima del loro full-lenght ed essersi fatti conoscere grazie al tape trading. Assieme agli Obituary, diventeranno i paladini del death metal duro e puro, senza mai tradire i propri fan con evoluzioni stilistiche azzardate. Per questo motivo, oggigiorno sono due dei gruppi più amati dai fan del vero death metal.

              Il 1990 rappresenta l'anno del consolidamento del movimento death, e della nascita delle nuove correnti. Ormai il death metal è esploso totalmente, diventando il genere più seguito ed amato dai metallari estremi dell'epoca, anche perché il thrash stava sparando gli ultimi botti prima di collassare definitivamente nel 1991. In America il death era diventato quasi un trend, ed i gruppi nascevano come funghi.

              Pure in Europa c'era l'esplosione del movimento death, grazie a gruppi come Entombed, Morgoth, Asphyx, Cancer e via dicendo. Sempre in questo anno si cominciano ad intravedere quali sono le nuove strade che percorrerà questo genere. "Spiritual Healing" dei Death e "Swallowed In Black" dei Sadus sono due lavori fondamentali per la nascita e l'affermazione del techno-death. "The Key" dei Nocturnus mostrò che il death metal si poteva apprestare anche agli esperimenti più impensati, visto che per la prima volta venivano usate le tastiere per caratterizzare lo stile di un gruppo death.
              I Cannibal Corpse con "Eaten Back To Life" estremizzeranno ancora di più il death metal, dando vita assieme ai Suffocation al sottogenere del brutal death metal. I Deicide con l'album omonimo d'esordio spostarono le tematiche dallo splatter all'anticristianesimo e al satanismo. Oltre a tutti questi lavori va anche citato "Harmony Corruption" degli inglesi Napalm Death, che uno dei principali album (assieme al già citato "World Downfall") che segneranno la congiunzione tra il grindcore ed il death metal, mostrando come questi due generi avessero molte caratteristiche in comune e potessero coesistere creando una commistione letale.

              Il 1991 è l'anno d'oro del death metal. In questo anno i fan del genere non si poterono lamentare di nulla, se non del fatto che per stare dietro a tutte le uscite meritevoli dovevano spendere i milioni! Ormai c'era un macello di gruppi che suonava questo genere, e quasi tutti hanno stampato nel 1991 il loro miglior album, o perlomeno uno dei migliori. Non credo che in nessun altro genere metal ci sia stata una annata d'oro come lo è stata il 1991 per il death.
              A citarli tutti non finirei più... mi limito solamente a fare un nome, ossia "Arise" dei Sepultura, l'album del botto per i brasiliani, visto che, come detto sopra, arrivò a superare il milione di copie vendute, cosa assolutamente impensabile un anno prima per qualsiasi gruppo di metal estremo.

              DUE GRANDI SCUOLE: AMERICANA ED EUROPEA

              Ormai nel mondo del death si potevano distinguere due scene principali: quella americana e quella europea. Chiaramente, il death conquistò anche altri paesi al di fuori di questi due continenti, ma non ci furono gruppi o scene nazionali che contribuirono ad apportare qualcosa di sostanzialmente nuovo e distintivo al genere al di fuori delle due correnti sopracitate.
              La scena americana aveva come base principale la Florida ed in particolare i Morrisound Studios (dove sono stati registrati gran parte degli album storici), e tra i gruppi principali vanno citati i Death, i Morbid Angel, gli Obituary, i Deicide, i Cannibal Corpse, i Suffocation.
              Dal Canada si fecero notare i Kataklysm e soprattutto i Gorguts, che nel corso degli anni introdussero nuove sperimentazioni.
              Lo stile americano si differenziava da quello europeo soprattutto per la maggiore rabbia e velocità d'esecuzione. In media i gruppi death metal americani pestavano molto di più sugli strumenti rispetto ai gruppi death europei, e senza dare la minima concessione alla melodia, seguendo sapientemente la lezione degli Slayer.

              I gruppi europei, invece, suonavano mediamente un death metal più cadenzato, più lento ed opprimente rispetto a quello americano, un po' più rock insomma. E sopra a questa base di riff violenti si potevano trovare un po' di aperture melodiche. Certo, la base e la componente principale del death europeo erano sempre la violenza ed i riff velocissimi, però basta prendere un gruppo come i Dismember per rendersi conto della differenza tra lo stile europeo e quello americano.

              La scena principale in Europa era quella svedese, con gruppi come Entombed, Dismember, Grave, Edge Of Sanity, Unleashed, Hypocrisy e Therion (questi ultimi due poi prenderanno una loro strada personale facendo categoria a parte).

              Accanto alla scena svedese si colloca quella finlandese, sicuramente meno conosciuta e rimasta molto più limitata ai circuiti underground, caratterizzata da una certa propensione per la melodia, ma dall'impronta più oscura e sinistra.
              Gli esordi di Funebre, Purtenance, Demigod, Abhorrence (poi divenuti Amorphis), Disgrace, Depravity, Adramelech stilisticamente si collocano vicino alla frangia più estrema del death di scuola svedese. Tra questi, i Demilich si differenziarono per un approccio assai personale, più tecnico e contraddistinto da uno dei growl più profondi della storia del metal estremo (per quell'epoca, almeno). Particolarità di tantissimi gruppi finlandesi fu il cambio di stile che imboccarono verso la metà degli anni '90, spostandosi radicalmente verso lidi rock/psichedelici o death'n'roll. Negli ultimi anni molti gruppi storici finlandesi sono stati riscoperti e rivalutati, tanto che svariati classici sono stati ristampati.

              Degni di nota, rimanendo sempre nel Nord Europa, sono anche i norvegesi Dark Throne, che dopo il notevole "Soulside Journey" salirono sul carrozzone del black, e i Cadaver.

              In Francia, i Massacra (death/thrash) e i Loudblast sono stati tra i pochissimi a ritagliarsi un po' di spazio.

              Restando in particolare nella scena europea, vanno citati assolutamente gli album "Necroticism: Descanting The Insalubrious" ed "Heartwork" degli inglesi Carcass, i quali, partiti come gruppo grindcore, arrivarono a suonare un death metal in cui la componente melodica (grazie all'innesto in formazione dello svedese Michael Ammott) aveva un'importanza fondamentale. Anche qui la base della musica di entrambi gli album era il death metal puro, però l'uso di assoli derivati dal metal classico aprì una nuova frontiera per il death metal, e nella seconda metà degli anni '90 ci saranno molti gruppi svedesi che seguiranno l'esempio dei Carcass.

              In Grecia il death metal prende forma nei Rotting Christ che, dopo alcuni album grindcore e black metal (Passage to Arcturo, Thy Mighty Contract, Non Serviam), abbandonano i temi legati al satanismo e virano verso un death metal dai tratti marcatamente gotici e malinconici (Triarchy of the Lost Lovers, A Dead Poem). Il groove, da frenetico e grezzo, diventa serratissimo e molto curato grazie a una serie di riff azzeccatissimi, sostenuti dalle chitarre di Sakis Tolis (frontman della band) e Costas Vassilakopoulos. I testi, molto drammatici ed evocativi, sono legati a temi epici, all'esoterismo e ai fasti dell'antica Grecia, tra anfore e templi. Pur non facendosi mancare momenti molto aggressivi e veloci, il gruppo dimostra di essere in grado di costruire trame molto intricate, melodiche e tutt’altro che banali, con frequenti cambi di tempo, che lasciano all'ascoltatore una sensazione di vuoto e profonda malinconia.

              Intanto, in Svezia nasceva il movimento del death melodico, grazie agli esordi di At The Gates ed Eucharist (siamo intorno al 1992), degli Opeth di Mikael Åkerfeldt, e spostandoci in avanti di qualche anno (1995-1997) a gruppi come Dark Tranquillity e In Flames, fino ad arrivare sul finire degli anni '90 agli Amon Amarth.
              L'etichetta "death melodico" ha sempre creato confusione, e non sarebbe la definizione appropriata per quel genere, poiché a ben guardare non può rientrare nel death metal. La caratteristica principale del death metal deve essere la violenza, data da una serie di riff spaccaossa e da suoni altrettanto incazzati. Poi sopra a tutto questo, come fecero i Carcass, ci si può aggiungere un po' di melodia, ma la base deve sempre essere amelodica per poter essere definiti death metal.
              Il death melodico, invece, si basa sulla melodia, alla quale vengono aggiunti alcuni elementi incazzosi, ma la parte violenta è solo un'aggiunta, non una base, motivo per cui quello che viene definito oggigiorno come "death melodico" non può rientrare nel death metal puramente detto.
              Quindi, chiunque dica che i Dark Tranquillity e gli In Flames sono gruppi death, sbaglia. Sono "death melodico", non death, differenza sottile ma basilare.

              Nel filone del death melodico, tra fine anni '90 e primi anni 2000, si innestano i finlandesi Children of Bodom di Alexi Lahio - voce, chitarra e fondatore della band - che si impongono sulla scena mondiale con album come Hatebreeder e Follow The Reaper in cui le sonorità del metal sono fortemente contaminate dalla musica classica.

              IL DECLINO E GLI SVILUPPI DEGLI ULTIMI ANNI

              Questa a grosse linee è stata l'evoluzione del death metal fino a metà anni '90. ad uscire caterve di album death che non dicevano nulla di nuovo. Certo, ci furono vari tentativi di rinnovare il death metal, ma i risultati portavano sempre a qualcosa che non poteva più essere definito come death metal.

              Questo causò una divisione dei fan: da una parte i puristi che ascoltano principalmente questo genere, dall'altra gli appassionati aperti anche ad altri generi. I puristi non hanno certo patito la mancanza di originalità, anzi, visto che a loro basta sentire un album violento e fatto bene, se poi non c'è nulla di nuovo non gli interessa minimamente. Chi invece cerca l'originalità nella musica cominciò a distaccarsi dal death metal nella seconda metà degli anni '90, perché ormai questo genere aveva detto praticamente tutto prima del 1995. In quell'anno va comunque segnalato l'ottimo "Pierced From Within" dei Suffocation, dopo di che il gruppo si sciolse.

              Nel periodo peggiore per il death metal va registrata l'esplosione del fenomeno black. Questo nuovo genere estremo non contribuì direttamente al declino del death, dal momento che i gruppi death che passarono a suonare black erano per lo più emergenti o, comunque, non tra i più influenti. I casi più curiosi si registrarono in Norvegia nei primi anni '90: pensiamo, ad esempio, ad Amputation, Old Funeral, Thou Shalt Suffer, che ospitarono tra le loro fila membri, tra gli altri, di Immortal, Burzum ed Emperor. Questi gruppi, molto promettenti, si sciolsero prima di esordire con un album e, dalle loro ceneri, nacquero alcuni dei gruppi black più importanti in assoluto.
              Mayhem e DarkThrone furono gli esempi più significativi di gruppi che cambiarono radicalmente strada, però entrambi hanno avuto un ruolo fondamentale -a livello strettamente musicale- solo in ambito black. L'avvento di questo genere, d'altronde, ebbe l'effetto di calamitare su di sé l'attenzione della stampa e, conseguentemente, dei fan più giovani, specialmente in Europa, dando sempre meno spazio al death. A titolo di esempio, cito cosa scrisse Metal Hammer nella recensione di "In Mourning" dei Brutality nel numero 9/96: "i Brutality hanno tutte le carte in regola per diventare in breve tempo uno dei migliori gruppi death del momento... proprio quando del death metal non gliene frega più niente a nessuno! [...] tutti quanti ascoltano black metal deviante, oppure doom).


              Sul finire dello scorso millennio il death è tornato a dare segni di vita importanti, anche se si tratta di un genere oramai rivoluzionato rispetto a quello che si suonava dieci anni prima, sia nella musica che nell'attitudine.
              I tratti in comune con il brutal acquistano d'importanza, e questo è uno degli aspetti che differenzierà maggiormente tantissime delle produzioni a venire da quelle precedenti. Per fare maggior chiarezza, si parlerà di "old-school" quando ci si riferisce al death metal puro, suonato tipicamente come negli anni '80 - primi '90, in contrapposizione all'approccio moderno dei nuovi gruppi emergenti, spesso influenzati dalle produzioni di Suffocation, Immolation e Cannibal Corpse, ma anche della musica elettronica.
              Ancora una volta, gli Stati Uniti sono il motore trainante, anche se la controparte europea non sta a guardare.

              Gli album che segnano l'inizio di questa nuova ondata death sono "Gateways To Annihilation" dei Morbid Angel (uscito nel 2000), in cui i floridiani suonavano canzoni più lente e claustrofobiche rispetto al passato, "Close To A World Below" degli inossidabili Immolation (sempre del 2000), caratterizzato da un approccio barbaro e un suono molto cupo, e "From Wisdom To Hate" dei Gorguts, che segna un'ulteriore evoluzione, essendo molto intricato, cervellotico; però, a differenza di quansi tutti i gruppi techno-death, si mantiene molto più cattivo.
              Ma è con "In Their Darkened Shrines" (2003), terzo album dei Nile, che il death passa ad uno stadio ulteriore: la band di Karl Sanders, che ha fatto del connubio tra melodie egiziane e musica estrema il proprio marchio di fabbrica, si candida con questo album come una delle realtà di punta del panorama death del terzo millennio, conquistando l'attenzione di una larga fetta di fan.

              La tendenza è quella di orientarsi verso velocità sempre più elevate, puntando molto sui blastbeat, eventualmente aumentando anche il tasso tecnico (senza però sfociare nel techno-death).
              Il rischio, in questo caso, è quello di partorire musica aggressiva solo sulla carta. L'esempio più eclatante è quello dei tedeschi Necrophagist, che arriveranno a produrre album formalmente ineccepibili dal punto di vista esecutivo, caratterizzati da una pulizia pressoché assoluta, ma allo stesso tempo sterili, privi di quell'impatto che dovrebbe sempre accompagnare il death.

              Oltre a ciò, va registrata l'influenza che i Meshuggah hanno esercitato su un certo numero di gruppi death, che hanno preso dagli svedesi le ritmiche contorte e i tempi stoppati.



              D'altro canto la musica elettronica, che proprio in quegli anni contamina ampiamente il pop e il rock, arriva a sfiorare anche il death metal, tendenza questa evidentissima nei lavori di fine anni '90/anni 2000 di uno dei gruppi più apprezzati del death melodico, i Dark Tranquillity (Projector, Haven, Damage Done, Fiction).
              Il gruppo, oltre ad aprirsi a ritmi più lenti (ballate) e parti con voce pulita, incastona spesso nei suoi brani intro e bridge suonati con tastiere e synth.
              Inutile dire che le opinioni dei fan e degli addetti ai lavori si scontrano. Da una parte c'è chi vede in tutto questo un progresso, una evoluzione nello stile della band che è riuscita a rinnovarsi piuttosto che restare confinata dentro gli steccati del classico death melodico. Dall'altra c'è chi lo considera uno smarrimento del giusto modo di interpretare il death, una apertura verso modi di fare musica che nulla hanno a che fare con lo spirito originario del death metal melodico (non dissimilmente da quello che i fan dei Metallica dicono del Black Album!)


              IL DEATH METAL IN ITALIA

              In Italia non c'è mai stata una forte scena death metal.
              Gli unici gruppi italiani di puro death metal che siano riusciti a farsi notare oltre confine sono i pugliesi Natron, ma ormai parliamo del 1999-2000, seguiti di recente dagli Hour Of Penance. Anche gli inossidabili Horrid hanno riscosso, tardivamente, un discreto successo fuori dai confini nazionali.
              Verso la metà degli anni '90 nel nostro paese c'erano molti gruppi death personali, ossia che suonavano un death metal sperimentale e poco legato ai canoni fissi del genere. Gli unici due che si fecero notare all'estero furono i Sadist ed i Detestor (entrambi genovesi), diventando gruppi di culto, specialmente i primi.
              Dopo il 2000 la scena death italiana sta vivendo un periodo di forte crescita, ci sono molti gruppi che suonano death metal e qualche etichetta si sta pian piano ritagliando un proprio spazio, ma quasi nessuno ha ancora ottenuto un buon successo. Questo non significa però che la band nostrano siano tecnicamente e qualitativamente inferiori rispetto a quelle estere.

              EVOLUZIONI DEL DEATH

              Finita la carrellata del death metal puramente detto, passiamo ad elencare tutte le correnti che sono nate da delle costole del death metal.

              La prima è stata quella del gothic/doom: i 3 gruppi cardine del genere sono tutti inglesi, ossia i Paradise Lost, gli Anathema, ed i My Dying Bride. Tutti e 3 cominciarono a suonare death/doom, per poi spostarsi su lidi gotici. A loro possiamo accostare anche gli svedesi Tiamat e gli americani Mindrot. Agli estremi, i finlandesi Thergothon e gli australiani Disembowelment (che però rimasero death/doom, senza approdare su lidi gotici).
              Nel 1995 uscì il seminale "Slaughter Of The Soul" degli svedesi At The Gates, in cui si mescolava la furia del thrash/death con la melodia tipica dei gruppi svedesi. Ne nacque il filone del thrash/death svedese (ormai altamente inflazionato), un sottogenere non propriamente death ma che ha sempre un forte legame con esso.
              Nel 1996 moltissimi fan del death metal si incazzarono con i Carcass per la loro ennesima evoluzione (alcuni usarono la parola "tradimento"), visto che sfornarono "Swansong", un album definibile come death'n'roll, in quanto si trattava di una miscela di death metal con del normale rock'n'roll, e viene tuttora considerato come un album scandaloso, anche a causa della sua qualità non certo elevata.
              Sempre nel 1996 pure gli olandesi Gorefest stamparono un album death'n'roll, ossia "Soul Survivor", ma almeno questo era un ottimo lavoro, come il successivo "Chapter 13".
              Anche gli svedesi Entombed si spostarono pian piano sul death'n'roll, facendo così incazzare i fan della prima ora, ma facendo contenti quelli nuovi con l'ottimo "Uprising" del 2000. Questi sono i casi più famosi di death'n'roll.

              Un'altra corrente secondaria è data dal roster dell'etichetta francese Holy Records, la cui maggior parte dei gruppi (perlomeno fino alla fine degli anni '90) suonava un incrocio tra il death metal, la musica classica, un po' di gothic e di musica folk del proprio paese di origine. I nomi sono quelli dei francesi Misanthrope, i greci Septic Flesh, gli israeliani Orphaned Land.
              Dall'unione tra il death con parti industriali ed elettroniche uscirono fuori due grupponi come i Fear Factory e gli Strapping Young Lad. In qualche modo, ad essi possono essere accostati i Crisis.

              A metà anni '90 nel nord-est degli USA nacque una nuova scena fondata dai Lethargy, che diedero alla luce dei lavori strani, derivati dalla fusione tra death metal, hardcore e jazz. Erano talmente innovatori che non vennero presi in considerazione da nessuno e finirono con lo sciogliersi tra l'indifferenza generale. Stessa sorte toccò agli Human Remains, che cominciarono a suonare qualcosa di simile.
              Sempre dal connubio tra death e jazz sono nati anche i norvegesi Diskord, autori nel 2007 di un singolare album intitolato "Doomscapes", nel quale il death metal classico si fonde appunto con il jazz e a tratti l'approccio diventa molto rock anni '70.
              Citazione da Vigilius
              una volta le cose vecchie erano vecchie e basta, non vintage

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              • #8
                Anche io non sono un appassionato del genere, ascolto un po' più il suo filone più melodico, il melodic death metal appunto; Gruppi tipo Carcass e Arch Enemy..

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                • #9
                  Spostiamoci in Grecia, così capite cosa intendo quando parlo di dark/gothic death metal, e di trame musicali fitte e intricate.
                  Già, perchè quell'animale che ha scritto quel papiello, ha citato una valanga di gruppi compresi quelli noti solo nella viuzza dove sono nati (chi cacchio sono gli Old Funeral?!), e si è scordato dei Rotting Christ
                  Ci ho pensato io a render loro merito, buttando giù 2 righe.

                  Scegliete con attenzione il momento della giornata e lo stato d'animo con cui ascoltare il secondo brano: rischio suicidio elevatissimo
                  Se domani mattina vi trovano appesi a una corda, io mi sollevo da qualsiasi responsabilità



                  Citazione da Vigilius
                  una volta le cose vecchie erano vecchie e basta, non vintage

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                  • #10
                    Mi piacciono moltissimo i Death (tranne il primo album, troppo grezzo per i miei gusti a livello di suoni e costruzione dei brani), per il resto non ascolto granchè, non apprezzo il growl troppo cavernoso tipico del genere. Uno dei pochi "sfizi" che mi concedo sono i The Black Dahlia Murder:

                    Bassi: Dingwall ABZ 5, ESP Horizon II 5 Amplificatori: Markbass F1 Limited Edition, Epifani UL310 Effetti: Darkglass Microtubes B7K

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                    • #11
                      Citazione da Sbociol Visualizza il messaggio
                      The Black Dahlia Murder
                      Non li conosco, ma con un simile riferimento letterario nel nome dovrò ascoltare per forza qualcosa
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                      • #12
                        È un genere che mi ha sempre convinto a metà, Da una parte gruppi che mi piacciono tantissimo dall altra gruppi insopportabili e noiosi. La causa principale per me è il growl i Kreator sono l‘esempio più lampante, musica sempre spettacolare ma con una voce che dire odiosa è dire poco.
                        Ciao
                        Ps. Per fortuna che non hai parlato del Death, melodic, Classic Metal di alcune band nostrane
                        "Perché non danno a Iannone una Factoty? Per non penalizzarlo ulteriormente" Cit. Down From The Sky & Stingray V
                        "Lorenzo è un gran pilota anche se mi è simpatico come una incontrollabile scarica di diarrea nel bel mezzo del proprio esame di laurea" Cit. Stingray V

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                        • #13
                          Citazione da ACE65 Visualizza il messaggio
                          La causa principale per me è il growl i Kreator sono l‘esempio più lampante, musica sempre spettacolare ma con una voce che dire odiosa è dire poco.
                          Vedo che questa caratteristica ci mette d'accordo in parecchi
                          Regolamento Musicoff Forum - Come funziona il Forum - Tutta la verità su Musicoff

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                          • #14
                            Citazione da 5corde Visualizza il messaggio

                            Vedo che questa caratteristica ci mette d'accordo in parecchi
                            Credo che cantare in growl sia una delle cose più difficili in assoluto, anche perché ci vuole pochissimo per risultare ridicolo. Uno dei gruppi che amo sono gli Arch Enemy ma la voce si salva solo perché Angela prima e Alissa dopo, sono due gran f......

                            Ciao
                            "Perché non danno a Iannone una Factoty? Per non penalizzarlo ulteriormente" Cit. Down From The Sky & Stingray V
                            "Lorenzo è un gran pilota anche se mi è simpatico come una incontrollabile scarica di diarrea nel bel mezzo del proprio esame di laurea" Cit. Stingray V

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                            • #15
                              Citazione da ACE65 Visualizza il messaggio
                              Credo che cantare in growl sia una delle cose più difficili in assoluto, anche perché ci vuole pochissimo per risultare ridicolo
                              Concordo, mi sembra un utilizzo tutt'altro che semplice proprio perchè così estraneo allo standard della nostra voce
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