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Ti consiglio un disco: un primo tuffo nel Progressive

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  • Ti consiglio un disco: un primo tuffo nel Progressive



    Genesis - Selling England by the Pound

    Il secondo appuntamento con la nuova rubrica "Ti consiglio un disco" lo dedichiamo al Progressive Rock e ad una delle più grandi band del genere: i Genesis.
    (Continua a leggere)


    A cura di: Salvatore Pagano
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  • #2
    Ua, quest'album è spettacolare!
    (Anche quello dei Beach boys, sia chiaro :P Solo che devo ascoltarlo altre venti volte..)
    Quando ero piccolo adoravo, e adoro tutt'ora, l'apertura di pianoforte di Firth of fifth. Molto bello anche lo strumentale di The cinema show!

    Bello bello

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    • #3
      Da amante del prog, posso dire che il prog dei Genesis non mi piace molto, e non per un'antipatia nei confronti del gruppo o che so io, quanto per il fatto che preferisco atmosfere più sognanti, malinconiche, anche psichedeliche ed elettroniche.

      E' lo stesso motivo per cui, in Italia, non amo la PFM che invece viene osannata da molti.
      Citazione da Vigilius
      una volta le cose vecchie erano vecchie e basta, non vintage

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      • #4
        Veramente un capolavoro del genere Progressive.
        L'ho rispolverato oggi dopo tanto tempo, grazie Salvatore Pagano
        Thomas "Doc" Colasanti
        Meglio avere l'impressione di camminare poco, ma insieme... che avere l'illusione di camminare di più, ma soli (Padre Pancrazio)
        Dobbiamo essere noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo (Eugene Harvey)
        E’ impossibile stabilire dei rapporti di amore al di fuori della verità (Louis Lochet)

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        • #5
          Bella questa rubrica !

          In passato ho avuto la mia parentesi Prog di 2 anni , ascoltando molta musica ( anche di band considerate " minori " ) e seguendo anche un grande gruppo italiano : Le Orme .

          Questo album è sicuramente tra i migliori in questo ambiente. Ogni tanto ascolto ancora gli album dei Genesis dal 1970 al 1973.

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          • #6
            Album stupendo, è il mio primo ricordo musicale insieme a The dark side of the moon, tra l'altro usciti entrambi nel 1973.

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            • #7
              can you tell me where my country lies? // said the unifaun to his true love's eyes // it lies with me, cried the queen of maybe // for her merchandise, he traded in his prize

              Nessun dubbio sulla mia canzone preferita dell'album. Tra l'altro ogni tanto canticchio questa strofa.
              Concordo sul fatto che sia una album facilmente "digeribile", se vogliamo è un po' un qualcosa di raro nel prog; tant'è vero che l'ho ascoltato per la prima volta nel mio periodo prog intenso, e mi aveva lasciato insoddisfatto per questo motivo.
              A distanza di tempo ho saputo apprezzare meglio questo bellissimo disco.

              Salvo, adesso qualcosa degli YES e degli ELP eh!!
              restiamo umani - ciao Vik nobody wins unless everybody wins there's a war outside still ragin' on but you say it ain't ours anymore to win

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              • #8
                Che dire il disco che preferisco del gruppo che preferisco....
                Dovessi portare su un'isola deserta un unico LP sarebbe questo.
                Ovviamente ce l'ho sia in vinile che in CD (così non consumo i solchi... non ridete... mi è successo:9
                D'accordo con Sonny su "Dancing with the moonlight knight"... è l'apice di un disco che contiene anche "Firth of fifth" e "Cinema show", brani che, da soli, valevano l'acquisto....

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                • #9
                  Dall'inizio alla fine un album che non stanca mai! Firth of fifth è un serbatoio di emozioni, un abbonamento alla pelle d'oca!
                  la chitarra è una buona metafora della vita: per ottenere buoni risultati ci si deve fare un (_!_) così

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                  • #10
                    lo sto ascoltando, non è male ma preferisco altri gruppi della scena prog di quei tempi, King Crimson e Camel in primis
                    Chitarrista dei Mercato Nero e Prototape

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                    • #11
                      I King Crimson hanno spaziato molto, uscendo da quello che era il territorio Progressive già dopo "In the wake of Poseidon".
                      Tanto di cappello a loro che il genere lo hanno praticamente inventato.
                      I Camel, per quanto encomiabili, non sono però paragonabili ai Genesis degli anni 70.
                      Però Alex, come saprai, il Progressive non è genere da primo ascolto, ci vuole tempo per metabilizzare dischi di questa portata, per quanto "Selling" abbia anche momenti di facile assimilizzazione.
                      Ma io, come già scritto, ho nei Genesis il mio gruppo preferito in assoluto e quindi non sono obiettivo...

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                      • #12
                        è che i genesis in molte sonorità non mi sconquifferano, troppo " gioiosi " o " fiabeschi " come suoni non sono come spiegarlo, meno spietati sui cambi di tempo/tempi dispari
                        Chitarrista dei Mercato Nero e Prototape

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                        • #13
                          Beh.. fiabeschi sicuramente, gioiosi magari non spesso.
                          Se posso permettermi ti cosiglierei l'ascolto di "Supper's ready" da Foxtrot, una suite dove sui cambi di tempo ci vai a nozze.
                          Però siamo OT, E' un altro disco, pur se meritevole di citazione.
                          Comunque in "Firth of fifth" dovresti trovare pane per i tuoi denti

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