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Appoggio

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  • #76
    Re: Appoggio

    Vorrei spiegarmi meglio su alcune cose...il movimento degli addominali verso l'interno è fondamentale, ma come diceva qualcuno, deve essere un movimento leggero. non è assolutamente la pancia a doversi riempire, ed è assolutamnte impossibile espandere pancia e coste insieme, allo stesso livello. Io usavo la respirazione diaframmatica fino ad un paio di anni fa(quella in cui si riempe la pancia), e ora, usando la costale, mi accorgo della enorme differenza.
    Ultima cosa: La respirazione costale NON E' UNA RESPIRAZIONE NATURALE. D'altronde in natura non ci servirebbe a niente prendere un DO di petto con un volume spropositato e con un suono rotondo. E' per questo che è stata inventata.

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    • #77
      Re: Appoggio

      Ragazzi volevo chiedervi una cosina
      ma e normale che di rado , quando insipiro col diaframma durante gli esercizi , sento dei leggeri track truck nello stomaco??

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      • #78
        Re: Appoggio

        Stai facendo spazio ai polmoni nelle viscere comprimendo tutto quanto, è normale e capita tutt'ora anche a me

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        • #79
          Re: Appoggio

          ... idem! e sono, a mio parere, fastidiosissimi!!
          "Oh nuit enchanteresse<br />Divin ravissement<br />Oh souvenir charmant,<br />Folle ivresse, doux rêve!"

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          • #80
            Re: Appoggio

            Da insegnante di canto alle prime armi, trovo che sia difficilissimo spiegare cosa sia l'appoggio, sopratutto perchè spesso viene interpretato come una spinta o uno sforzo, il che è assolutamente sbagliato.











            www.annadacunto.jimdo.com

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            • #81
              Re: Appoggio

              Il metodo migliore è porre l'allievo in piedi con la schiena contro il muro e chiedergli di azzerare la lordosi, ovvero di toccare il muro con la zona lombare, semplicemente usando la respirazione. Un corretto appoggio allargherà uniformemente tutta la fascia lombare permettendogli di completare la consegna, per contro la respirazione forzata della quale parli tu non gli permetterà di raggiungere la consapevolezza della fase di acquisizione del fiato. L'esercizio è molto utile da fare anche a casa, non è pericoloso e non insegna particolari vizi, difficili poi da rimuovere.
              Altro consiglio: nei principianti l'inspirazione nasale è più utile per acquisire sicurezza, l'aria entra più lentamente e l'appoggio si raggiunge con più facilità.
              I was on the wrong page of the wrong book
              With the wrong rendition of the wrong hook
              Made the wrong move, every wrong night
              With the wrong tune played till it sounded right yeah

              Commenta


              • #82
                Re: Appoggio

                Epoch è vero che l'appoggio è volto a rallentare l'emissione di fiato per non travolgere le corde vocali (che a loro volta devono avere un atteggiamento "morbido", non troppa massa negli acuti etc) e non appunto per spingere? Questo è l'equivoco quando si dice che serve a dare più fiato, no, serve a farlo durare di più e concentrare la sua energia nella vibrazione delle corde senza disperderlo.
                Che differenza c'è col sostegno? E' complementare?

                Commenta


                • #83
                  Re: Appoggio

                  Citazione da Oblomov
                  Epoch è vero che l'appoggio è volto a rallentare l'emissione di fiato per non travolgere le corde vocali e non appunto per spingere?
                  L'appoggio sposta la tensione corporea nella fascia che corre al livello dello stomaco, permettendo di mantenere rilassati i muscoli di bocca e gola. L'emissione del fiato regolare e parsimoniosa è una diretta conseguenza di ciò.

                  Citazione da Oblomov
                  Questo è l'equivoco quando si dice che serve a dare più fiato
                  Nella respirazione partecipano due tipi di muscolatura: quella costale e quella diaframmatica.
                  I più non sanno usare quella diaframmatica perché non ne hanno bisogno: un impiegato non ha bisogno di grandi livelli di ossigenazione, al contrario di un maratoneta.
                  Nella capacità polmonare di una persona media la respirazione costale partecipa per un 40% del volume d'aria incamerato, quella diaframmatica per un 60%. Va da sé che entrambe sono importanti per il raggiungimento di una buona quantità di fiato disponibile e sì, l'appoggio serve anche per avere più fiato a disposizione, nonché a gestirlo in maniera più efficiente e stabile.

                  Citazione da Oblomov
                  Che differenza c'è col sostegno? E' complementare?
                  C'è da vedere cosa intendi con "sostegno". Se utilizzi le terminologie voicecraftiane ti avviso che non ne sono avvezzo in quanto rappresentano nozioni troppo specifiche e spesso creano molta confusione negli studenti di canto.
                  Mi stai chiedendo quali note devo essere sostenute? La risposta è semplice. Tutte!
                  Il metodo di canto che viene insegnato da quasi due secoli viene eseguito in monoregistro. Funziona alla stessa maniera sia per il canto lirico che per quello moderno, l'unica differenza è la presenza o meno del "girato".
                  Per quanto riguarda la scuola belcantistica è importante notare come tutte le note, dalle più gravi alle più acute, abbiano la stessa importanza in termini di partecipazione dell'appoggio e dell'altezza del velo palatino, pena la perdita dell'impostazione e l'innalzamento della laringe o il suo infossamento.
                  La prassi moderna attuale invece favorisce la suddivisione dell'estensione in più registri andando a lavorare sul passaggio in maniera tale da renderlo il meno possibile evidente alle orecchie degli ascoltatori; questa pratica era molto diffusa in precoce periodo barocco (da notare quindi l'involuzione tecnica degli ultimi decenni). Con l'avvento del microfono, ahimè, l'utilizzo delle armoniche naturali del corpo ha perso di importanza e l'amplificazione si è spostata all'esterno del corpo, rendendo superfluo il sostegno in determinati range di note, e necessario in altri per mantenere stabile la fonazione (guarda caso gli acuti). Se ho capito bene è ciò di cui stai parlando tu, e nella mia lingua significa spingere. Correggimi se sbaglio
                  I was on the wrong page of the wrong book
                  With the wrong rendition of the wrong hook
                  Made the wrong move, every wrong night
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                  • #84
                    Re: Appoggio

                    Grazie della risposta.
                    Citazione da Epoch
                    L'appoggio sposta la tensione corporea nella fascia che corre al livello dello stomaco, permettendo di mantenere rilassati i muscoli di bocca e gola. L'emissione del fiato regolare e parsimoniosa è una diretta conseguenza di ciò.
                    Nella respirazione partecipano due tipi di muscolatura: quella costale e quella diaframmatica.
                    I più non sanno usare quella diaframmatica perché non ne hanno bisogno: un impiegato non ha bisogno di grandi livelli di ossigenazione, al contrario di un maratoneta.
                    Esattamente o quasi quello che intendevo dire, quella diaframmatica ha più capacità. Come saprai quello che molti pensano è che serva a spingere di più, perlomeno i "profani", se non sbaglio. L'altro equivoco di cui parlavo è che il diaframma è in realtà sembre coinvolto, in quanto va automaticamente verso il basso in fase di inspirazione e verso l'alto in fase di espirazione. La respirazione addominale è detta diaframmatica perchè permette appunto di fare spazio al diaframma per scendere ulteriormente ed incamerare più aria.
                    Poi i muscoli del tronco hanno un altro ruolo, cioè rallentare la risalita del diaframma, cosa che altrimenti si tende a fare creando costrizioni e pressione sottoglottica, cioè appunto "gola". Appunto perchè la forza non è ben distribuita.
                    Nella capacità polmonare di una persona media la respirazione costale partecipa per un 40% del volume d'aria incamerato, quella diaframmatica per un 60%. Va da sé che entrambe sono importanti per il raggiungimento di una buona quantità di fiato disponibile e sì, l'appoggio serve anche per avere più fiato a disposizione, nonché a gestirlo in maniera più efficiente e stabile.
                    Sì, ciò conferma che serve appunto per entrambe le cose. Credo infatti che si usi secondo i casi una combinazione, cioè quella costodiaframmatica.

                    C'è da vedere cosa intendi con "sostegno". Se utilizzi le terminologie voicecraftiane ti avviso che non ne sono avvezzo in quanto rappresentano nozioni troppo specifiche e spesso creano molta confusione negli studenti di canto.
                    Mi stai chiedendo quali note devo essere sostenute? La risposta è semplice. Tutte!
                    No, veramente non c'entra nulla il Voicecraft con quello che ho chiesto . Ho letto che Evt parla di ancoraggio, magari intendendo qualcosa di simile, facendo riferimento, suppongo, al collegamento con il fiato, ma il termine appoggio che aveva di sbagliato? Certe rimasticazioni di termini a volte sembrano troppo funzionali al marketing della novità. Ho però sentito parlare di sostegno anche nella terminologia classica, spesso in concomitanza con l'appoggio, anche se il più delle volte solo di appoggio, perchè appunto il sostegno è incluso nell'appoggio. Ovviamente si applica ad ogni nota. Dico spesso che quelle centrali sono più pericolose perchè sembrano facili .
                    Il metodo di canto che viene insegnato da quasi due secoli viene eseguito in monoregistro. Funziona alla stessa maniera sia per il canto lirico che per quello moderno, l'unica differenza è la presenza o meno del "girato".
                    Molto interessante, cosa intendi con il girato? Il passaggio? Quello non si dovrebbe usare sempre?
                    Il registro diventa uno quando tutte le note sono appoggiate ed appoggiabili, di conseguenza si parla di registri primari pesante e leggero, dopo il passaggio, si va comunque per gradi verso il leggero. Ma i registri esistono solo appunto se abbiamo condizioni scisse, dove tali posture vocali tendono a rimanere in uno stato più "puro" e di conseguenza non adatti al canto. Ad esempio il belting inteso come fare tutto mantenendo la corda forzosamente spessa. Dall'altra parte l'altro estremo del falsetto.
                    L'appoggio ed il belcanto sono la base e si applicano a tutti gli stili, condivido. L'ho sempre sostenuto ;).
                    Per quanto riguarda la scuola belcantistica è importante notare come tutte le note, dalle più gravi alle più acute, abbiano la stessa importanza in termini di partecipazione dell'appoggio e dell'altezza del velo palatino, pena la perdita dell'impostazione e l'innalzamento della laringe o il suo infossamento.
                    La prassi moderna attuale invece favorisce la suddivisione dell'estensione in più registri andando a lavorare sul passaggio in maniera tale da renderlo il meno possibile evidente alle orecchie degli ascoltatori; questa pratica era molto diffusa in precoce periodo barocco (da notare quindi l'involuzione tecnica degli ultimi decenni).
                    Parole sante.
                    Intendi un camuffamento timbrico della divisione in registri invece della vera unione, giusto?
                    Quindi una sorta di registro leggero e pesante scissi che si incontrano in un punto dove si imitano a vicenda oppure una voce mista a cucitura del passaggio, ma la mancanza di una vera unione e gradualità nella voce dalle nota di "petto" a quelle di "testa"?
                    In effetti è una cosa che noto, una poca spontaneità, tipo tre registri nettamente distinti petto, misto e testa.
                    Per quanto riguarda il barocco ti riferisci al falsettone subito dopo il passaggio?
                    Il passaggio è più che altro una bussola, un punto di equilibrio della voce, mi pare che sotto si andrà ad ispessire, sopra ad assottigliare ed usare meno massa.
                    Con l'avvento del microfono, ahimè, l'utilizzo delle armoniche naturali del corpo ha perso di importanza e l'amplificazione si è spostata all'esterno del corpo, rendendo superfluo il sostegno in determinati range di note, e necessario in altri per mantenere stabile la fonazione (guarda caso gli acuti).
                    E' vero. Per dire se qui si può dire, con tutto rispetto, Tosoni, in una di quelle presentazioni online delle sue lezioni, ad un certo punto ha detto qualcosa tipo "tanto c'è il microfono".
                    Da quello che ho potuto sentire e da vari video effettuati con microfoni lontani, non è necessario uno stile lirico perchè la voce risuoni, sia che tu faccia rock, jazz o qualunque tuo stile personale.
                    Il teatro è un esempio di ciò, in pratica è una voce "cantata". A parte la necessità nel rock ed in altri stili di competere con strumenti amplificati, richiedendo in ogni caso il microfono, a volte, dove è necessario uno stile intimista più da crooner e meno teatrale e qui potrebbe servire una voce meno lanciata e supportata, correggimi se sbaglio. Va da sè che ciò va costruito sulle fondamenta di una voce che usi a pieno la sua potenza.
                    Se ho capito bene è ciò di cui stai parlando tu, e nella mia lingua significa spingere. Correggimi se sbaglio
                    Niente affatto, cosa te l'ha fatto pensare .?
                    In ogni caso è vero, ho usato anch'io il termine misto, ma intendendo dire proprio che i registri non vanno usati puri e questo penso sia l'unico modo per "eliminarli".

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                    • #85
                      Re: Appoggio

                      Citazione da Oblomov
                      Molto interessante, cosa intendi con il girato?
                      Il girato è la base fondamentale di una corretta emissione nel canto lirico. È l'effetto "voce grossa" che tutti scimmiottano.
                      Si chiama così perché il suono, invece di rimanere in bocca, gira al di sopra del velo palatino e utilizza le cavità facciali per ottenere amplificazione e armoniche. Sostanzialmente le vocali le sentirai tutte vibrare a livello degli zigomi, articolando le consonanti a livello della mandibola, ed è fondamentalmente per questo motivo che risulta spesso difficile afferrare il testo di un'aria lirica: se articoli troppo perdi il girato, se giri troppo perdi dizione (cosa necessaria però negli stra-acuti dei soprani). La spiegazione probabilmente è un po' contorta, andrebbe snocciolata più a fondo

                      Citazione da Oblomov
                      Il passaggio? Quello non si dovrebbe usare sempre?
                      Eh no mio caro, il registro è uno solo, ma forse (se ho capito bene) è quello che intendi tu con "registri fusi". La sensazione del passaggio e dei cambi di registro non la noti nemmeno quando hai questo genere di impostazione.
                      Non a caso si dice "Do di petto". L'emissione viene eseguita con la stessa posizione del registro grave, ma possiede l'apertura necessaria ad eseguire contemporaneamente qualsiasi altezza di nota, e garantisce un'agilità e una capacità di spaziare nell'estensione altrimenti irraggiungibile.

                      Citazione da Oblomov
                      Ad esempio il belting inteso come fare tutto mantenendo la corda forzosamente spessa.
                      Non ho mai capito cosa significa questa parola
                      Se hai tempo e voglia gradirei approfondire questa "tecnica".

                      Citazione da Oblomov
                      Intendi un camuffamento timbrico della divisione in registri invece della vera unione, giusto?
                      Precisamente
                      Spesso sento parlare di note gestibili in entrambi i registri in maniera tale da non sentire il passaggio ma con l'impostazione di cui ti ho parlato prima il problema non si pone.

                      Citazione da Oblomov
                      Per quanto riguarda il barocco ti riferisci al falsettone subito dopo il passaggio?
                      Yep! Il falsettone è una tecnica prettamente barocca e si impara studiando canto da camera.


                      Citazione da Oblomov
                      Il teatro è un esempio di ciò, in pratica è una voce "cantata". A parte la necessità nel rock ed in altri stili di competere con strumenti amplificati, richiedendo in ogni caso il microfono, a volte, dove è necessario uno stile intimista più da crooner e meno teatrale e qui potrebbe servire una voce meno lanciata e supportata, correggimi se sbaglio. Va da sé che ciò va costruito sulle fondamenta di una voce che usi a pieno la sua potenza.
                      Io sono un basso cantabile, purtroppo i miei registri sono quasi equamente distribuiti nella mia estensione e il passaggio sul Do rappresenta una grossa rogna per me, preferisco utilizzare un'impostazione monoregistrica.
                      Questo problema è molto meno evidente in un tenore, che ha il registro di petto meno esteso e un registro di testa piuttosto ampio.

                      Citazione da Oblomov
                      Niente affatto, cosa te l'ha fatto pensare .?
                      Impressione mia. Purtroppo utilizziamo terminologie differenti e non sempre è tutto chiaro
                      I was on the wrong page of the wrong book
                      With the wrong rendition of the wrong hook
                      Made the wrong move, every wrong night
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                      • #86
                        Re: Appoggio

                        Citazione da epoch
                        Il girato è la base fondamentale di una corretta emissione nel canto lirico. È l'effetto "voce grossa" che tutti scimmiottano.
                        Quindi il girato è in pratica è la proiezione e l'ottimizzazione della risonanza, ne deduco. Viene chiamata anche copertura. Si può e secondo me si deve utilizzare anche in altri stili, però in modo diverso, altrimenti si avrebbero solo suoni poco proiettati o, specie negli acuti, sguaiati, poco brillante. Negli stili moderni quindi si gira e si utilizza la risonanza, ma in modo diverso e più variato all'interno della stessa canzone. La risonanza non sarà ottimizzata al massimo come nella lirica, ma si può ottenere un volume di tutto rispetto.
                        Vedi Albano che gira ma senza un minimo di copertura, risultato, a mio parere, un canto relativamente potente ma monotematico e quasi sempre caprino .

                        Vanno girate tutte le note, quindi, non solo gli acuti? Chissà perchè l'avevo sempre visto come riferito al passaggio tipo "girare in testa".
                        Quanto alla dizione, alcuni la mantenevano ottima, come Schipa, Del Monaco, Di Stefano, Callas, etc.

                        Esiste infatti la vocale coperta. E poi il chiaro scuro, cioè l'alternanza, anche espressiva dei colori vocali, oltre che le dinamiche.

                        gira al di sopra del velo palatino e utilizza le cavità facciali per ottenere amplificazione e armoniche.
                        Piccola parentesi, ovviamente per cavità facciali intendiamo bocca, velo palatale, seni nasali etc. Perchè sono questi spazi a risuonare, le ossa invece consuonano e non contribuiscono granchè al suono, ho letto.
                        Però ho ancora qualche dubbio residuo: immaginiamo di ricoprire una tromba o una chitarra di carne .

                        Citazione da epoch
                        Eh no mio caro, il registro è uno solo, ma forse (se ho capito bene) è quello che intendi tu con "registri fusi". La sensazione del passaggio e dei cambi di registro non la noti nemmeno quando hai questo genere di impostazione.
                        Non a caso si dice "Do di petto". L'emissione viene eseguita con la stessa posizione del registro grave, ma possiede l'apertura necessaria ad eseguire contemporaneamente qualsiasi altezza di nota, e garantisce un'agilità e una capacità di spaziare nell'estensione altrimenti irraggiungibile.
                        Sì, parlavo di registri fusi in uno, e quello che dici è musica, se posso permettermi. E' chiaro che per stessa posizione intendi la consistenza, la stessa emissione sul fiato e libera su tutta l'estensione e lo stesso uso dei risuonatori per la proiezione.
                        C'è un altro equivoco per il fatto che lungo l'estensione si debba modificare un po' l'apertura interna della bocca, specie dopo le note a metà della terza ottava, il che può far pensare che si debba "coprire" solo gli acuti, non vero, semplicemente le vocali si riadattano lungo l'estensione e vibrano al meglio in spazi diversi, in un certo senso si "rimpiccioliscono" andando verso l'acuto perchè lo spazio formantico su cui costruirle diminuisce. Lo facciamo continuamente in modo diverso pure quando parliamo, va da sè che non siamo abituati a parlare così in acuto.
                        E' il motivo, penso, per cui donne, tenori e bassi, parlando, sembrano talvolta utilizzare vocali diverse quanto ad apertura.
                        E appunto per risponderti sul belting chiarisco che stessa posizione e consistenza non si ottiene mantenendo la stessa massa vocale su tutta l'estensione.
                        Dopo il passaggio la laringe si inclina perchè il muscolo cricotiroideo, tensore delle corde vocali, incontrerà meno resistenza rispetto alla voce di petto fino a quel punto (in realtà ipotizzo che il cambio inizi anche più in basso). Il pomo d'Adamo in pratica va in avanti.
                        Per quanto riguarda le corde spesse mi spiego, nel registro di petto, in pratica, il muscolo vocale si contrae come un bicipite ed accorcia ed ispessisce le corde, salire con questo registro (e non con il registro unico, notare) significa che il cricotiroideo tira le corde ed il muscolo vocale resiste all'allungamento, più questo antagonismo cresce più la tonalità sale. E' in atto uno sbilanciamento, si rimarrà di "petto" ma dopo una certa soglia aumenterà la rigidità prodotta da questo antagonismo e la tensione necessaria a raggiungere note fino al passaggio ed oltre con questa massa sarà insostenibile.
                        Ora alcuni nei musical utilizzavano questo sistema, tra cui Liza Minnelli, la quale, non sorprende, ha avuto in seguito molti problemi alla voce.
                        Molto del canto "incolto" e "moderno", consiste in questo.
                        Il Voicecraft, non so ora, concepiva la qualità belting secondo questa descrizione. Poi si è riconosciuto che si può benissimo cantare "de cintura" anche rispettando il passaggio, ma usando più compressione ed una copertura più "brillante" e parlata.
                        Cosa avviene in una voce che passa correttamente, cioè cammina in maniera equilibrata lungo l'estensione?
                        Dicevamo del pomo d'Adamo e della possibilità delle corde di tendersi, siccome la chiave è l'equilibrio non si può di certo abbandonare il muscolo vocale tutto in una volta, che è uno dei motivi per cui si cade in falsetto.
                        A differenza che nel "petto", le corde saranno meno contratte e ad un certo punto l'azione bilanciata del cricotiroideo, metterà in tensione maggiormente la membrana che riveste il muscolo vocale, quella di cui, per intenderci, nel falsetto vibra il solo bordo.

                        Proseguendo oltre il passaggio aumenterà il ruolo di questa membrana esterna alla vibrazione e diminuirà quello del muscolo vocale.
                        Questo significa che la forza del fiato è scaricata maggiormente sulla mucosa cordale e meno sul muscolo, di conseguenza diminuisce la massa, ma sempra in maniera bilanciata rispetto alla frequenza che si vuole emettere, che richiederà meno tensione.
                        Usarne di più o di meno rientrà nel ventaglio delle dinamiche e delle possibilità espressive gestibili dal cantante abile.
                        Le donne nella lirica, penso che il più delle volte passino completamente al registro leggero non molte note dopo il passaggio, per ragioni di agilità, ma mantenendo comunque una consistenza lungo l'estensione , mentre nella musica moderna cercano di ritardare questo passaggio come fanno gli uomini.
                        Ti posso linkare un thread in inglese dove si parla proprio di questo, di cantanti moderni che appoggiano la voce e di donne nella lirica che usano più peso cordale e meno ricorso anticipato alla sia pure potente (se facente parte delle dinamiche consistenti dell'estensione) voce di testa in meccanismo leggero.
                        Tale equilibrio è una conquista dura, che tra l'altro va e viene in fase di apprendimento. Faccio riferimento a me, oggi sono proprio de gola, non c'è verso
                        Io sono un basso cantabile, purtroppo i miei registri sono quasi equamente distribuiti nella mia estensione e il passaggio sul Do rappresenta una grossa rogna per me, preferisco utilizzare un'impostazione monoregistrica.
                        Questo problema è molto meno evidente in un tenore, che ha il registro di petto meno esteso e un registro di testa piuttosto ampio.
                        Interessate.
                        Cosa intenti per registri equamente distribuiti? Che passaggio hai sul Do, tieni conto che non è dalla nota di passaggio che si deve alleggerire di colpo arrivandoci di petto muscolare, penso.
                        Il "petto" di un tenore non è meno esteso, credo sia solo spostato più in altro. Ipotizzo che le voci più alte abbiano una maggiore intersezione tra meccanismo pesante e leggero.
                        Lo conferma il fatto che molti baritoni in voce di testa (registro leggero) raggiungano il La4 e oltre. E' difficile per noi calibrare l'equilibrio e l'impegno necessario alla voce di testa, la verità è che dovrebbero allenarla e rompere il tabù per cui voce di testa = falsetto o falsettone.
                        Se volessimo fare una distinzione, il falsettone è più leggero, è un falsetto impostato, tipo Philip Bayley degli Earth Wind & fire, non è connettibile. Si attribuisce il falsettone anche ai controtenori sopranisti, ma è possibile e molti lo affermano, che invece molti (ma non tutti, qui sta il busillis) di loro usino una voce di testa connettibile e parte della vera voce, ma che essa non viene connessa scendendo, alla voce piena, bensì, adesso sì, ad un falsettone che simula la voce femminile o di castrato.
                        Bisogna poi tenere conto che Garcia stesso chiamava "falsetto pieno" ciò che si esegue dopo il passaggio.
                        In breve, c'è differenza tra quello che fa Stevie Wonder o Adam Lambert sopra il Do4 e quello che fa Philip Bayley, che a suo tempo ha più vibrato di quello dei Cugini di Campagna, tuttavia molto meno volume e presenza di quello di un controtenore dal falsettone allenato, ma appunto quello degli ultimi tre è falsetto.
                        Se si intende per falsettone registro leggero maschile appoggiato, per me va benissimo, è solo questione di termini, ma non per separarlo dal resto dell'estensione e trascurarlo ;).
                        A presto

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                        • #87
                          Ciao, ho avuto modo di leggere la tua domanda e alcune delle risposte che ti sono state fornite.. Secondo me in ciò che ti è stato detto ci sono delle imprecisioni. Purtroppo nel caso della didattica del canto non è difficile trovare fraintendimenti. Io studio canto da poco ma canto incoltamente da molto prima.. E ti posso dire che la tecnica fa tantissimo. Ma tutto dipende da qual è il tuo obiettivo. Non pensare con qualcosa scritta in un post di risolvere i tuoi problemi, se vuoi capire qualcosa di tecnica vocale devi andare da qualcuno che te la possa insegnare e che ascoltandoti è in grado di dirti se stai sbagliando o no. Lascia perdere perciò i vari racconta storie su internet e informati su chi nella tua zona ti può aiutare x davvero.
                          detto ciò, tengo a correggere alcune delle nozioni che ti sono state date.
                          APPOGGIO: L'appoggio è sostanzialmente la presa d'aria, ke permette al diaframma di allargarsi e distendersi e ai polmoni di incamerare una buona quantità d'aria
                          SOSTEGNO: per quanti siano ancora propensi all'uso indistinto dei due termini, appoggio e sostegno sono due cose diverse. Il sostegno è ciò ke permette al diaframma di risalire (e punto l'attenzione su questo, negando tutte quelle teorie che dicono di tenere il diaframma basso, boiata micidiale che tra l'altro ti può causare diversi problemi) in maniera graduale, senza però perdere l'appoggio. Quindi non si spinge ne si contrae niente, perché vorrebbe dire perdere tutto il lavoro fatto prima, emettendo quindi aria senza un controllo.
                          ho detto che non si contrae niente ma in realtà qualcosa che fa una minima contrazione, non percettibile in maniera evidente c'è, ed è ad opera dei muscoli addominali inferiori, essenzialmente i muscoli trasversi. Importante è non contrarre il retto dell'addome sennò la glottide si chiude e si irrigidirsce.
                          come tutto questo avvenga durante il canto e come essere sicuro di farlo bene è qualcosa che ti deve essere spiegato da un insegnante a 4 occhi. Spero di averti aiutato nel piccolo di questo post ed averti convinto a seguire seriamente un percorso didattico se è l'acquisizione della tecnica vocale ciò che desideri! In bocca al lupo!

                          Commenta


                          • #88
                            Wow, è da un casino di tempo che non frequento più il forum e trovo un vecchio topic riesumato!
                            Io sono e rimango dell'idea che dare molti nomi alle varie posizioni e ai vari movimenti crei solo una gran confusione nello studente, una volta che ottieni (anche casualmente) una corretta emissione te ne accorgi immediatamente e dopo poco cominci a capire i meccanismi e a renderli automatici. Punto.
                            L'unica cosa sulla quale non transigo è il cantare da autodidatta: non esiste (tranne pochi talenti nati) persona al mondo che si sia "fatta da sola" nel ramo cantanti, un buon insegnante è essenziale.
                            Anche qui si può aprire una parentesi: non esiste l'insegnante bravo per definizione, io ne ho dovuti cambiare 4 prima di trovare quello che mi ha fatto capire qualcosa, molto spesso si parla unicamente di essere sulla stessa lunghezza d'onda!
                            I was on the wrong page of the wrong book
                            With the wrong rendition of the wrong hook
                            Made the wrong move, every wrong night
                            With the wrong tune played till it sounded right yeah

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