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Dal modo dorico al sistema modale

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  • Re: Dal modo dorico al sistema modale

    Citazione da valdimeola
    il primo pezzo modale che ho studiato e che faccio studiare è:so what...una palestra dorica (eccoci) che lascia spazio a infinite soluzioni improvvisative grazie al II V continuo nelle due tonalita del pezzo.Per i piu arditi consiglio l ascolto della versione del disco centrifugal funk.

    dove posso trovare la base e la tablatura di "so what" dei centrifugal funk?

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    • Re: Dal modo dorico al sistema modale

      Citazione da fedefrat

      dove posso trovare la base e la tablatura di "so what" dei centrifugal funk?
      So What è di Miles Davis, sono 16 battute in Re dorico, 8 in Mib dorico e 8 in Re dorico e poi si ripete.
      Una base la puoi trovare qui.
      In allegato c'è anche lo spartito con i pezzi trascritti.

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      • Re: Dal modo dorico al sistema modale

        Io partirei da un contesto che spieghi cosa si intende per modalità e tonalità. Perché vedo che non ci sono idee di base chiare su questi termini. I modi non sono stati inventati!

        Pertanto vi indico il link di una tesina fatta per il Conservatorio G. Verdi di Milano che in modo semplice spiega le basi minime teoriche per poter ragionare su questi due concetti:

        http://digilander.libero.it/initlabo...l#Anchor-23240

        Invito chi vuole approfondire a leggere soprattutto queste parti:

        Il concetto di modalità
        Verso la fine della modalità (che non è definitiva)
        Il periodo di transizione
        Il riemergere della modalità
        Tavola sinottica (fra modalità e tonalità)
        Il pensiero di J_ Chailley (uno dei più grandi teorici musicali del 1900)
        Conclusioni

        Ecco da qua si può partire a mio avviso per una discussione proficua

        Cordiali saluti e buon lavoro
        http://chitarraepercussioni.blogspot.com<br />http://it.youtube.com/user/paoloemidioangelini

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        • Re: Dal modo dorico al sistema modale

          This is interesting. Thanks for the info.

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          • Re: Dal modo dorico al sistema modale

            Ho una conoscenza dei modi scarsina. Li utilizzo solo per rimanere in " tonalita" ( non ammazzatemi di insulti per il termine ) consapevole di suonare tonale. Piu' che altro le trovo comode nei cambi veloci di accordi rimanendo nella stessa posizione del manico, per prendere in modo diverso le note della scala maggiore. Si, per me il termine giusto e' comodita'. Ergo non sono modi, non e' suonare modale. Fin qui credo di aver compreso qualcosa.
            Prendendo ad esempio un blues in Bb, diciamo che il "materiale" che sfrutto di piu' e' la pentatonica minore di Bb, la blues, la pentatonica maggiore di Bb, e la scala diminuita. Quando sfrutto la pentatonica maggiore di Bb c e' quel sol che crea "tensione " blues. Automaticamente mi lancio sulla dorica di Bb. Da li magari potrei suonare un F# lidio/ionio - G lidio ? Insomma a grandi linee ragiono cosi', cerco di suonare in tonalita' un po' fuori . Poi ci metto anche un G locrio..per comodita' di posizione...sono fuori strada eh?

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            • Re: Dal modo dorico al sistema modale

              quindi se non ho capito male ,la base di "so what" di miles davis è una buona palestra per lavorarci sopra con il modo dorico.
              mi spiego meglio...suono il dorico su ogni accordo corrispondente in modo tale da svolgere un lavoro che fa parte di un contesto MODALE e non TONALE.
              il mio ragionamento è giusto?

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              • Re: Dal modo dorico al sistema modale

                Questa è una delle discussioni più interessanti e "didattiche" che io abbia mai letto detto questo, spero di aver capito...!

                Ho una base con la seguente progressione di accordi: Rem7 Sol7 Domaj7.

                Se suono la "scala" dorica (in realtà la scala maggiore di Do, lo so) sul Rem7, la misolidia su Sol7 e la ionia su Domaj7 non sto facendo nulla al di fuori della tonalità. Suono la stessa identica scala di Do maggiore partendo da altre note, e penso che fin qui sia tutto esatto.

                Quello che mi chiedo è: e se invece provassi a suonare, sviscerando ogni accordo dal contesto tonale di Do maggiore, in modo dorico su tutti e tre gli accordi? Sarebbe un errore? Un azzardo eccessivo? O sarebbe un approccio giusto per suonare "modale"?

                Scusate per questi ennesimi dubbi, ma l'argomento è caldo e non così facile da capire sopratutto per chi, come me, non è da una vita che studia

                Commenta


                • Re: Dal modo dorico al sistema modale

                  Citazione da Jokreg
                  Ho una base con la seguente progressione di accordi: Rem7 Sol7 Domaj7.

                  Se suono la "scala" dorica (in realtà la scala maggiore di Do, lo so) sul Rem7, la misolidia su Sol7 e la ionia su Domaj7 non sto facendo nulla al di fuori della tonalità. Suono la stessa identica scala di Do maggiore partendo da altre note, e penso che fin qui sia tutto esatto.

                  Quello che mi chiedo è: e se invece provassi a suonare, sviscerando ogni accordo dal contesto tonale di Do maggiore, in modo dorico su tutti e tre gli accordi? Sarebbe un errore? Un azzardo eccessivo? O sarebbe un approccio giusto per suonare "modale"?
                  I modi possono far comodo per situazioni molto particolari, in una situazione così standard di sconsiglio proprio di prenderli in considerazione.

                  Commenta


                  • Re: Dal modo dorico al sistema modale

                    Certo, lo immaginavo, ma a livello teorico sarebbe comunque pensabile una cosa del genere, magari in contesti meno "standard" di questo II-V-I? Grazie, comunque!

                    Commenta


                    • Re: Dal modo dorico al sistema modale

                      Se un pezzo è costruito sulla scala dorica allora probabilmente vorrai improvvisare su quella.

                      Il classico:

                      http://www.youtube.com/watch?v=DEC8nqT6Rrk

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                      • Re: Dal modo dorico al sistema modale

                        Tempo fa a sentire espressioni come "scala dorica" si sarebbe scatenato il finimondo
                        ~ Bands &amp; Progetti ~ <br /><br />Artaius, Avantgarde / folk metal<br />Grozeth Nebulae, (post) Black metal<br />Idraulic Hell, Drone / doom / noise / ambient<br />Henθuva Ruθva, Heavy Wood / Black Bronze (Black Metal a caso registrato nei boschi)<br />IN PIVO VERITAS, collettivo a-artistico: casino, brutti video, futurismo e Maria Montessori

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                        • Re: Dal modo dorico al sistema modale

                          Citazione da Bosch

                          Il Lam di quella progressione ha il sound dorico e non crea nessunissima tensione, essendo perfettamente in tonalità .
                          Posso creare tensione se uso il dorico su un VI grado.
                          Esattamente...suonare modale in sostanza significa sottolineare, dare l'accento alla nota che dà QUEL colore caratteristico, suonato in un grado che di per sè non conterrebbe quella nota...esempio solito banale in Do maggiore: su un accordo di C, se improvviso con una normalissima scala di C maggiore ok, "teoricamente" posso dire che è una scala ionica, ma non è che per questo sto "suonando modale"...se invece decido di metterci, che so, un F#, quindi una IV aumentata....allora posso dire di "suonare lidio", perchè in un normale accordo di C, il Fa sarebbe naturale, ma io PONGO l'ACCENTO sul F#, quindi in sostanza sto comunicando all'ascoltatore una "sonorità lidia", ma questo perchè? perchè comunque parto dal C come riferimento....se partissi dal Fa con un pattern lidio, quindi suono una scala di FA lidio, non sto suonando modale....sto solo suonando la scale di DO maggiore partendo dal FA.

                          il discorso del porre gli accenti è importante, perchè al di là della teoria e della didattica complessa, che comunque va fatta perchè aiuta molto, spiega un po' in breve cosa vuol dire "suonare modale". Quindi, tenendo comunque conto che è meglio studiare con piu criterio e metodo, perchè un conto è l'idea alla base, che è semplice, un conto è la padronanza su questi argomenti, diciamo che un riassunto/prontuario per l'improvvisazione può essere visto cosi:

                          Le note caratteristiche che danno il colore per i vari modi sono:

                          - IONICO: nessun accento particolare, è la scala maggiore naturale

                          - DORICO: 6 maggiore

                          - FRIGIO: 2 minore

                          - LIDIO: 4 aumentata

                          - MISOLIDIO: 7 minore

                          - EOLIO: nessun accento particolare, è la scala minore relativa

                          - LOCRIO: 2 minore e 5 diminuita

                          Importanti sono le "famiglie":

                          DORICO, FRIGIO, EOLIO appartengono alla famiglia delle scale MINORI (si vede dal primo intervallo di terza minore)

                          IONICO, LIDIO, MISOLIDIO appartengono alla famiglia delle scale MAGGIORI (si vede dal primo intervallo di terza maggiore)

                          LOCRIO è piu particolare perchè fa parte delle scale DIMINUITE

                          Questo cosa vuol dire...che se si salta da una famiglia all'altra...mmm....non suona bene....ma se si resta nella stessa famiglia, si possono dare i colori che si vogliono ponendo l'accento e quindi l'attenzione dell'ascoltatore sulla nota caratteristica di ogni scala:

                          siamo su un accordo di minore settima? tutte le scale minori di per sè funzionano bene, quindi si può porre l'accento sulla 6 maggiore se si vuole "suonare dorico", sulla seconda minore se si vuol "suonare frigio", ecc..

                          siamo su un accordo maggiore? la ionica va benissimo ovviamente, ma se vuoi dare una sonorità lidia, ad esempio, poni l'accento sulla 4 aumentata...

                          spero che questo sia utile, non dico per i professionisti, perchè è spiegato un po' alla buona, ma magari per chi non ha molto le idee chiare e magari non ha il tempo di studiare ore e ore per i capire anche i concetti base...ciao!
                          “Non importa da quanto suoni la chitarra, c&#039;è sempre qualcos&#039;altro da imparare.”<br />(TOM PETTY)

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                          • Re: Dal modo dorico al sistema modale

                            ciao purtroppo sul pensiero modale regna tanta confusione ci sono fondamentalmente due approcci il cosiddetto sistema derivativo e parallelo, in uno chiamato anche da carlo pasceri sistema modale impuro noi relazioniamo i modi alla diteggiatura della scala la rotazione della diteggiatura ok quindi do ionico re dorico mi frigio fa lidio ecc questo tipo di visualizzazione eè utile ma spesso fuorviante perchè all'interno di ogni box ovviamente sono contenuti tutti gli altri ok ? il riferimento è perciò profondamente tonale e non modale la sua apllicazione è preferibile nelle progressioni in cui noi vogliamo evidenziare una tipica sonoriita modale tipo voglio far sentire una sonorita dorica con scala generatrice do potrei suonare ad esempio fa/sol/re- cioè una cadenza che termina nel centro modale che in questo caso è re! l'utlizzo più giusto è importante dei modi è l sistema parallelo in cui manteniamo una tonica comune e modifichiamo gli intervalli fra una nota e l'altra cioè la struttura modale in questo modo possiamo gustare davvero il diverso colore delle scale o accordi che ne derivano ad es do lidio do mixolidio do eolio viene utilizzato molto in ambito fusion o rock attraverso il cosidetto in trscambio modale -modal interchange nel tuo caso nei brani se vuoi evidenziare una sonorita dorica sull'accordo stesso mi sembra sol ti riferissi e suonare un rispettivo sol dorico le nore saranno quelle di fa maggiore ok se te invece utilizzi un la dorico non fai altro che evidenziare una sonorita maggiore dal secondo grado ovviamente sara diverso di suonare un sol maggiore perchè la sonorità avrà un carattere minore ma privo di dissonanze interessanti dato che è totalmente diatonico ok !!

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