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Teoria Musicale: Dominanti secondarie e quando usare gli accordi di settima diminuita?

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  • Teoria Musicale: Dominanti secondarie e quando usare gli accordi di settima diminuita?

    Sto studiando su un libro di teoria musicale per chitarre la parte di armonia, e sono arrivato al capitolo delle modulazioni. Voglio sapere se ho capito bene ciò che spiega. E cortesemente vorrei mi fossero spiegati tutti i punti che hanno a fianco un numero.
    Qui dice che esistono tre tipi di modulazione:

    1) La modulazione diretta, e se ho capito bene è quella modulazione in cui si cambia un accordo di una tonalità, ad esempio in tonalità di Do maggiore, e lo si sostituisce con un altro accordo non presente nella tonalità di Do come ad esempio il mi bemolle.
    Ma quello che voglio capire è se posso passare ad esempio dal Do maggiore o comunque da una qualsiasi altra tonalità ad un'altra potendo mettere qualsiasi tipo di accordo oppure, 2) posso mettere solo determinati tipi di accordi in base alla tonalità?
    3) Ad esempio dal Do maggiore posso passare a un accordo che fa parte della tonalità di Mi, Fa, La e tutte le altre note qualsiasi? 4)Oppure solo certi tipi, e perché? 5) In più si può cambiare anche modo passando ad esempio da Do maggiore a Do minore? 6) Oppure anche da Do maggiore a Mi minore? 7) Oppure non si può cambiare insieme tonalità e modo?

    Poi abbiamo

    8) La modulazione indiretta in cui si può passare da una tonalità all'altra mettendo un accordo in comune, chiamato accordo pivot. L'accordo pivot qui dice può essere una dominante secondaria ma 9) potrebbe essere qualsiasi altro accordo basta che sia presente sia nella tonalità di partenza come ad esempio appunto Do maggiore e la successiva tonalità? Ad esempio 10) può essere La minore la nota che sta tra la tonalità di Do maggiore e Fa? 11) Può esserlo perché La minore è presente in entrambi, e quindi se ad esempio era il Si non andava bene perché nel Do il Si è semi diminuito mentre nel Fa è maggiore, per questo motivo? 12) Quali altri sono gli accordi pivot? 13) E quali altri modi ci sono per effettuare una modulazione indiretta? 14) Qua poi si può cambiare sia il modo che la tonalità insieme o solo una o l'altra? 15) Ad esempio da Do maggiore potevo passare a fa minore?
    16) Poi dice ci sono modulazioni temporanee cioè che durano poco, tipo se prendo il Do maggiore e passo al Fa maggiore e poi ritorno dopo la prima volta subito al Do maggiore? 17) Dopo quanto si definisce temporanea e definitiva? 18) Le definitive sono quelle che ad esempio da Do a Fa non torna più al Do?19) E dice sono conclusive cioè come si definiscono definitive?

    20) La modulazione pitch axis dice è una modulazione tra la tonalità principale e una di un modo parallelo come ad esempio da modo maggiore a modo minore, ma qualsiasi altra tonalità? 21) cioè da Do maggiore posso andare a qualsiasi altra nota come Mi, Fa, La eccetera e che diventano anche minori? Oppure posso solo andare da Do maggiore a Do minore? 21) Non posso passare ad esempio da Do maggiore a La minore? 22) quali altri modi paralleli ci sono? 23) e quali si definiscono pitch axis?

    Poi il libro spiega le DOMINANTI SECONDARIE e dice che qualsiasi accordo tranne il settimo può essere preceduto da un accordo di settima di dominante basta che sia posto ad una quinta ascendente o quarta discendente, e qua da anche una tabella dove ad esempio il Mi può sostituire il La perché è la quinta del La e per il Mi il La è la quarta. 23) perciò posso sostituire qualsiasi accordo della tonalità con una dominante secondaria basta rispettare questa regola che sia la sua quinta? 24) Quando si usa specificamente, oltre che per modulare come detto prima anche quando voglio? 25) Una volta aver usato una dominante secondaria ad esempio per sostituire o meglio il libro dice precedere un accordo, devo poi rimettere quell'accordo o posso non rimetterlo?


    26) Poi dice che le dominanti secondarie possono essere precedute dalle seconde minori, e quali sono le seconde minori? Le secondarie minori si mettono minori e no quinte di dominante?27) Sono semplicemente le dominanti secondarie delle dominanti secondarie?

    Poi ci sono le DOMINANTI ESTESE.
    Qua dice sono accordi di settima di dominante che risolvono su un accordo come: dominante secondaria, relativo seconda minore e un'altra dominante estesa.

    28) Possono essere ad esempio i bicordi? 29) Se possono anche risolvere sulla relativa seconda minore significa che possiamo prima mettere un accordo di dominante e poi dopo la sua relativa seconda anche dopo?

    30) Le sostituzioni di tritono si fanno tra dominanti che sono a distanza di tre toni tra di loro? DI qualsiasi tipo? E poi si possono precedere con le relative seconde minori che sono sempre le stesse?

    Il libro dice che si possono avere dominanti estese anche con le dominanti di tritono e ad esempio sostituisce il La con il Mi bemolle, 31) perciò il tritono si calcola partendo dalla nota che precede quella che si vuole sostituire e no partendo dalla nota che si vuole sostituire contando di tre toni no? Cioè qua si è partiti a contare tre toni dal Mi bemolle.

    32) Poi spiega l'accordo di settima diminuita in cui ogni nota dista dalle altre di un tono e mezzo.

    Come sappiamo gli accordi di settima diminuita si trovano nella scala maggiore, minore naturale, armonica e modale, come accordo di passaggio, ma spiega come usarle.

    33) Ci sono accordi diminuiti che risolvono ascendendo, cioè sostituiscono la dominante secondaria dell'accordo di risoluzione ma qual'è l'accordo di risoluzione? Dice che contengono lo stesso tritono della dominante secondaria 34) allora ad esempio se tra Do come tonica e Re come seconda minore, la dominante secondaria è il La settima dominante, sostituisco il La settima dominante con un Do diesis diminuito perché contiene il Do e il Sol che sono il tritono del La? 35) Poi però mi porta l'esempio tra Re minore e Mi minore e dopo il Re prima del Mi ci mette il Re diesis diminuita perché? 36) E quando e su quali accordi posso utilizzare questi accordi diminuiti che risolvono ascendenti? Su qualsiasi?

    37) Accordi diminuiti che risolvono discendenti dice non hanno funzione di dominante allora quali sono? 38) e quando si usano?

    39) accordi diminuiti che risolvono staticamente, anche queste quali sono? 40) e quando si usano?

    Poi dice che ci sono accordi divisi in famiglie di tonica, dominante e sottodominante. E qualsiasi accordo di questo tipo può essere sostituito da un altro appartenente alle stesse famiglie perciò basta sapere quali sono? 40) e quando si usano? 41) Solo nelle modulazioni di prima o anche durante un brano magari si ha ad esempio Do maggiore, Fa maggiore e Sol dominante e poi si cambia mettendo, La minore al posto di Do, Si diminuita al posto di Sol dominante e Re minore al posto di Fa maggiore?

    42) La cadenza perfetta è solo quinto e primo? 43) E la plagale solo quarto e primo? 44) La cadenza semi conclusiva è solo la cadenza imperfetta? 45) La cadenza imperfetta è solo tra quinto e primo in stato di rivolto?

    45) La cadenza d'inganno è solo quinto e altro accordo diverso dal primo cioè tonica? 46) La cadenza evitata è solo tra quinto e quinto di altra tonalità? E quando si può mettere?

    47) La cadenza sospesa è solo primo e quinto, secondo e quinto e quarto e quinto?

    Ok ho fatto davvero molte domande e sicuramente non sarà facile rispondere ma penso che per un appassionato di teoria sia una sfida saper rispondere a queste domande, perciò mi aspetto risposte da chi ha studiato seriamente teoria musicale.

    Per il resto per sapere come suonano tutte queste cose bisogna sperimentare scrivendo alcuni tipi di canzoni con questi accordi? Ad esempio rispettando una linea armonica di seconda, quinta e prima si potrà modulare cambiando tonalità e continuare a rispettare seconda, quinta e prima o anche cambiare e diventa tipo seconda, quinta, terza e prima?

  • #2
    Ciao, complimenti per il post: tratta argomenti interessanti e le domande credo siano questioni fondamentali un po' per qualsiasi musicista che si avvicina allo studio dell'armonia.

    Sinceramente non riesco a risponderti a tutti i 47 punti in un post solo, anche perchè le mie competenze non coprono tutte le domande che hai posto. Proverò a fare chiarezza sulla prima parte riguardante le modulazioni dirette:

    Per esperienza personale la modulazione diretta più diffusa è quella di prendere un accordo in prestito dalla tonalità minore.

    Es: se siamo in DO maj è molto facile trovare accordi come SIb, MIb, FAm, Solm proprio perchè fanno parte della sua tonalità minore e possono essere usati per creare modulazioni tra DO maj e DO min.

    Sempre per esperienza personale è molto facile modulare prendendo accordi in prestito da tonalità affini, come ad esempio (stiamo sempre in DO per facilitare le cose) SOL o FA che hanno solo un'alterazione di differenza e molti accordi in comune.

    Per facilitare queste modulazioni spesso vengono utilizzate alcuni tipi di cadenze (il II V I è la più comune) che agevolano il compito.

    Spero di essere stato utile e aver chiarito qualche piccolo dubbio.

    A tempo debito proverò anche a rispondere ai prossimi punti
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    • #3
      Citazione da zoso85 Visualizza il messaggio
      Ciao, complimenti per il post: tratta argomenti interessanti e le domande credo siano questioni fondamentali un po' per qualsiasi musicista che si avvicina allo studio dell'armonia.

      Sinceramente non riesco a risponderti a tutti i 47 punti in un post solo, anche perchè le mie competenze non coprono tutte le domande che hai posto. Proverò a fare chiarezza sulla prima parte riguardante le modulazioni dirette:

      Per esperienza personale la modulazione diretta più diffusa è quella di prendere un accordo in prestito dalla tonalità minore.

      Es: se siamo in DO maj è molto facile trovare accordi come SIb, MIb, FAm, Solm proprio perchè fanno parte della sua tonalità minore e possono essere usati per creare modulazioni tra DO maj e DO min.

      Sempre per esperienza personale è molto facile modulare prendendo accordi in prestito da tonalità affini, come ad esempio (stiamo sempre in DO per facilitare le cose) SOL o FA che hanno solo un'alterazione di differenza e molti accordi in comune.

      Per facilitare queste modulazioni spesso vengono utilizzate alcuni tipi di cadenze (il II V I è la più comune) che agevolano il compito.

      Spero di essere stato utile e aver chiarito qualche piccolo dubbio.

      A tempo debito proverò anche a rispondere ai prossimi punti
      Grazie, sono contento che trovi il post interessante. Comunque se non sbaglio la modulazione può avvenire solamente o cambiando la tonalità o il modo. quindi o la nota come da do a mi o come anche da dorico a lidio, o come hai scritto te, da do minore a do maggiore, ma non ad esempio da do maggiore a mi minore?

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