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Autore Topic: Pentagramma e tablature - A cura di Stefano Maroelli  (Letto 1376 volte)
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Redazione di MusicOff

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« il: 08 Novembre 2012, 11:29:59 »
Pentagramma e tablature
A cura di Stefano Maroelli

Ciao a tutti cari musicoffili, oggi vi propongo un argomento estremamente interessante e che per molti chitarristi moderni rappresenta spesso un grande ostacolo: la lettura della partitura. Con l’ausilio della tablatura o tabulatura (dal latino tabula: “tavola”) molti strumentisti a corda si sono adagiati su questo sistema di lettura/scrittura che facilita l’individuazione delle note sulla tastiera... (Leggi tutto l'articolo)

A cura di: Stefano Maroelli

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toberinha

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« Risposta #1 il: 08 Novembre 2012, 19:24:55 »
ottima lezione :)
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azb1234
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« Risposta #2 il: 08 Novembre 2012, 21:27:11 »
Interessantissimo. Io sono convinto che un musicista, per potersi definire tale, debba per forza saper leggere lo spartito (io non sono un musicista). È l'alfabeto della musica. Sarebbe come uno che dice di sapere il cinese senza saperlo scrivere. È vero, lo sa parlare, ma non lo conosce completamente. :)
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ziotore

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« Risposta #3 il: 08 Novembre 2012, 22:13:19 »
Non male come articolo. Se posso proporre un seguito farei notare che, a gran parte dei chitarristi "ignoranti",manca un vero e proprio metodo di "lettura " dello spartito.
Personalmente, per imparare da autodidatta, mi aiutavo segnando la diteggiatura sotto le note del pentagramma e suonando tutto in alternata. In caso di sweep segnavo tirée e poussée con una linea "tratteggiata" che seguiva le note. Al riguardo consiglio il buon Leavitt  icon_brindisi.gif
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Il Guzzista

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« Risposta #4 il: 08 Novembre 2012, 23:10:52 »
Io studio questo strumento da quasi due anni, ma non essendo più un ragazzino il tempo che dedico è poco, ed inevitabilmente i tempi di apprendimento sono per me più dilatati. Fatta questa premessa, da circa un annetto e mezzo ho accantonato momentaneamente il metodo "scegliamo la canzoncina e impariamo a suonarla" (quindi la parte più ludica dello studio) per seguire un percorso un po più tosto, concentrandosi sulle basi per essere "meno pappagallo" una volta acquisite. L'obiettivo finale é quello di riuscire a suonare una canzone solamente dal pentagramma. Ho diviso quindi lo studio in:
1) imparare le durate di note/pause e relative figure ritmiche
2) imparare a leggere i nomi delle note e trasportarle sulla tastiera
3) imparare a leggere gli accordi e a trasportarli sulla tastiera

Per il punto 1 sto studiando da un anno (e ho quasi finito) il Dante Agostini vol. 1, libro di esercizi per batteristi. Niente accordi, mano sinistra quasi a riposo, metronomo on, mano destra ad eseguire le figure. C'è praticamente quasi tutto quello che normalmente si potrebbe incontrare, comprese sincope, contrattempi, terzine di ottavi e di quarti, sestine di ottavi, trentaduesimi. Grazie a questi esercizi é ovviamente migliorata la sensibilità ritmica, ma soprattutto sono in grado di leggere i tempi e i ritmi di qualsiasi partitura. L'accompagnamento di comfortably numb, scritto con monogramma e sigle di accordi, l'ho imparato in qualcosa come 4 ore circa effettive. Non vi dico la gioia. Per le parti solistiche ci ho messo di più, ma qui perché non sono ancora indipendente dalle tab e le mani non sono proprio scioltissime. Però i tempi li sapevo leggere e vedere che imparavo i passaggi difficili in poco tempo perfino usando i passi della camminata come metronomo mi ha dato grosse soddisfazioni!

Per il punto 2 ho iniziato studiando sul lewitt, volume 1; non l'ho usato tantissimo, ma già dai primi esercizi sono riuscito ad acquisite una sufficiente conoscenza della tastiera in prima posizione. Naturalmente è fondamentale saper riconoscere le armature in chiave ed avere in mente almeno le 5 diteggiature della scala maggiore (con le quali hai già belle che in mano le relative minori). Secondo me è da approfondire lo studio con questo libro.

Per il punto 3, dove sono ora concentrato con l'insegnante, è importante affrontare lo studio dell'armonia, partendo dalle basi e dalle triadi, e studiarsi per bene le 16 ditteggiature possibili delle triadi maggiori sulla tastiera e da li ricavare le altre. Sempre sul lewitt ci sono alcuni esercizi, tra i primi, che ti fanno fare delle semplici triadi e da li, con i rivolti, capisci anche come leggere i grappoli sul pentagramma.

Partendo da queste basi secondo me si è sulla buona strada per prendere sempre più confidenza con il pentagramma e lasciar perdere le tab. C'è più soddisfazione nel leggere quelle cinque righe e poi, diciamocelo, è anche più elegante graficamente.
E poi volete mettere anche la soddisfazione quando andate a casa di vostro suocero, vi mettete davanti agli spartiti dei brani sui quali si sta esercitando col pianoforte e scoprite che volendo potreste già esercitarvi con la vostra chitarra per la parte in chiave di violino?? ;-)
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