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Autore Topic: Blade RH4 Classic  (Letto 1324 volte)
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tamay
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« il: 09 Marzo 2010, 12:31:13 »

Dopo tanto tempo, ritrovo l'interesse per fare una piccola recensione di uno strumento che e' stato il sogno proibito della mia giovinezza.
Le Blade sono chitarre arrivate sul mercato alla fine degli anni 80; le intenzioni del produttore Gary Levinson erano quelle di creare uno strumento di forma stratoide con una serie di accorgimenti tali da rendere la chitarra il piu' versatile possibile.
L'obiettivo fu centrato e lo strumento messo in commercio si presentava come una superstrat molto curata nei dettagli e con molti plus.
Ricordo di averne provate un paio negli anni 90, e le sensazioni erano state ottime, ma il prezzo di vendita, molto vicino ai tre milioni del vecchio conio, risultava per me proibitivo.
Complice uno sfoltimento del mio parco strumenti, ed una nuova avventura musicale, ho deciso di dare sfogo all' atavica Gas che risiedeva dormiente da circa un anno 8)
Puntavo ad un modello della prima serie, quella con la paletta simile alla strato, costruita in Svizzera (molti asseriscono che venissero fatte in Giappone con successivo controllo qualita' in terra elvetica), oggi le Blade vengono costruite in Cina, la paletta e' differente, ma le caratteristiche rimangono piu' o meno le stesse.
Bene, ho trovato un modello dei primi anni 90, la datazione dei modelli e' abbastanza aleatoria in quanto il numero di serie non dice praticamente nulla, ma sicuramente e' una delle prime serie con impresso sulla paletta strato style made in switzerland
Il colore e' un ocean blu, avrei preferito color miele, ma il dettaglio ha poca importanza.
CORPO: Ovviemente e' a forma stratoide con tanto di contour, direi che le venature mostrate sotto la vernice evidenziano il frassino, nemmeno troppo leggero il peso, lievemente piu' pesante di una strato fatta con lo stesso legno.
MANICO e PALETTA: Il manico e' verniciato nello stesso colore del corpo, presumo sia in un unico pezzo di acero, la sezione e' una soft C molto confortevole, persino troppo per uno abituato a suonare sul vintage a V stile mazza da baseball.La paletta e' tipo strato, anch'essa verniciata nel colore del corpo,con la presenza di un abbassacorde per le prime due corde.Le meccaniche sono Sperzel trim lock nere.
Il capotasto e' in grafite molto ben fatto e utilissimo.
Veniamo alla tastiera che e' uno dei plus, e' fatta di un ebano scurissimo con segnatasti a dot molto piccoli simil madreperla.I tasti sono dei jumbo abbastanza grossi ed il radius e' 12,5. La tastiera e' veramente spettacolare, non e' piatta, comodissima con un buon accesso ai tasti alti, dovuto soprattutto allo zoccolo molto contenuto.
HARWARE ED ELETTRONICA: Delle meccaniche ho gia' parlato, il ponte invece credo sia un loro brevetto chiamato falcon, non troppo morbido, di facile manutenzione,tre molle, con sellette veramente ben fatte; ovviamente non si possono fare i dive bomb, ma per tutto il resto lavora egregiamente e soprattutto permette una accordatura sempre molto precisa.
Veniamo agli altri plus che questa chitarra propone. Su un battipenna a specchio color seppia (vagamente tamarro) sono montati tre PU passivi marchiati Levinson e con i poli coperti in configurazione HSS, classico selettore a 5 vie, un controllo di volume, uno di tono che con un push-push permette lo split coil dell'humbucker, un micro switch a tre posizioni che comanda l'equalizzazione attiva.
Ebbene si, sul retro del corpo e' ricavata una buca che ospita la pila ed il circuitino dell'equalizzazione attiva che regola alti/bassi/medi.I trimmer per la regolazione dei controlli sono azionabili tramite un cacciavitino a croce, ma una volta trovato il settaggio ottimale in base alle proprie esigenze, direi che raramente lo modifichero'.
Il microswitch a tre posizioni gestisce proprio l'equalizzazione attiva: da come ho avuto modo di capire, lasciato in posizione centrale disinscerisce l'equalizzatore lasciando la chitarra neutra; nelle altre due posizione opera come un mid boost o come un mid cut, il tutto ovviamente parametrato a come si impostano i tre trimmer.
Va da se' che le possibilita' sono infinite, rendendo lo strumento molto versatile ed adatto ai piu' svariati generi.
SUONO: La parte piu' difficile della recensione. Non sono solito usare samples, anche perche' il suono va sentito live senza compromessi.
Direi che i puristi strato non troveranno pane per i loro denti, chi vuole il suono strato vintage non consideri chitarre come queste.Per tutto il resto, invece, la Blade e' perfetta, chitarra adatta a tutto, con innumerevoli suoni a disposizione.Potete passare da una ritmica stile Chic, al suono di Only the Children di Lukater solo azionando l'equalizzazione attiva; lavora divinamente coi pedali, finalmente riesco a suonare con il tono tutto chiuso senza avere suoni ridondanti e impastati.
La riterrei una chitarra per professionisti che possono avere piu' suoni a disposizione senza doversi portare dietro 4 o 5 chitarre; un po' come avere a disposizione una G&L Legacy, una Luke ed una Clapton racchiuse in una sola chitarra.
http://s925.photobucket.com/albums/ad97/beppe2369/BLADE%20%20RH4%20MADE%20SWITZERLAND/ qui trovate alcune foto fatte dal precedente proprietario.
Spero avervi fatto cosa gradita.
Saluti
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francè
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« Risposta #1 il: 11 Marzo 2010, 16:30:04 »

L'hai presa allora!
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Grande, finalmente hai tolto un po di ragnatele dalla gas!!!!!
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Marco78
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« Risposta #2 il: 11 Marzo 2010, 17:02:55 »

Che piacere rileggerti!  :wink:
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Vigilius
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« Risposta #3 il: 11 Marzo 2010, 17:07:08 »

Non c'è che dire: una gran chitarra!
Me le ricordo bene le Blade, l'età fa sì che in questo sia avvantaggiato, ed erano dei grandissimi strumenti, poi piano piano sono state dimenticate
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Il problema è eleggere la strumentazione a "fine", anziché a "mezzo": questo è poco sano, perché l'unico elemento che si finisce per non migliorare siamo noi stessi, ...
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« Risposta #4 il: 11 Marzo 2010, 17:21:24 »

Ma la ricordo anch'io la Blade.  icon_old.gif
Ce l'aveva un mio amico, che effettivamente ci suonava di tutto. E ne era entusiasta. Credo ce l'abbia ancora.

Esteticamente la trovo orribile...  :D         Roba da svizzeri  :lol: :lol: :lol:
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Credetemi...è accaduto!
"Guarda che era un bemolle ... diminuito."
"Diminuito sarai tu... e pure stronzo!"
Così rispose il mio amico Gigi al pianista, che faceva un po' il "saputello"....
tamay
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« Risposta #5 il: 11 Marzo 2010, 17:26:59 »

Belin escono fuori tutti i giovincelli del forum :-)
Topic geriatrico........
In effetti esteticamente e' abbastanza tamarra, ma quello che mi interessava erano le caratteristiche tecniche piu' che quelle estetiche.
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Mat Guitarman
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« Risposta #6 il: 11 Marzo 2010, 20:00:46 »

Complimenti Gian, gran bel ferro!!
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