Forsaken_In_A_Dream
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Veterano di MusicOff
o più semplicemente Francesco..
OfflineEtà: 18 Residenza: vicino Roma
Sesso: 
Posts: 2.503
|
 |
« il: 18 Settembre 2009, 20:38:23 » |
|
Baustelle- Amen Genere: Indie RockAnno: 2008 Line- Up:Francesco Bianconi: voce, chitarre, synth, organo. Rachele Bastreghi: voce, synth, piano elettrico, clavinet, organo, percussioni. Claudio Brasini: chitarre. Tracklist: 1. E così sia 2. Colombo 3. Charlie fa surf 4. Il liberismo ha i giorni contati 5. L'aeroplano 6. Baudelaire 7. L. 8. Antropophagus 9. Panico! (A. Lee) 10. Alfredo 11. Dark Room 12. L'uomo del secolo 13. La vita va 14. Ethiopia 15. Andarsene cosi
+ due traccie in negativo che vi lascio a sorpresa.La musica è una forma d'arte; questo particolare l'ascoltatore medio tende a scordarlo molto spesso, e anche il musicista medio non contribuisce a ricordarlo. L'arte è una cosa complessa, e le cose complesse non piacciono quasi a nessuno; la musica è una cosa da svago, e lo svago non può essere complesso; il musicista medio vuole piacere al pubblico, e per piacere al pubblico non si può essere complessi e di logica conseguenza fare arte. I Baustelle sono sopra la media come Amen è un disco sopra la media. I nostri si presentano ambasciatori del decadentismo della civiltà moderna attraverso testi narrati in un chiaro/scuro connubio di pensieri e musica tanto visionari quanto reali. Le architetture musicali tessute intorno alle parole affascinano con quei modi retrò raffinati alla radice, tanto negli strumenti quanto nelle voci, a cui vengono alternate provocazioni, nella musica e le parole, ma mai in quelle voci che cantano di sacro e profano allo stesso modo. Liberi, i Bustelle sono liberi di fare musica come la pensano, e di pensieri i toscani ne hanno tanti e fantasiosi, ma sarà difficile comprenderli tutti:sarà difficile comprendere la strumentale quasi elettronica di Baudelaire e sarà quasi impossibile comprendere i versi di Antropophagus; il tutto o il niente, la scelta però è soltanto vostra; l'arte non è semplice l'ho già detto. Analisi tecnicaI Baustelle non sono un gruppo tecnico, questo lo potete immaginare visto il genere che fanno, ma non bisogna essere necessariamente tecnici per scrivere musica complessa : la musica di Amen lo è estremamente, e sopratutto ha gusto; un gusto che può valere molto più della tecnica. Le chitarre di Francesco Bianconi e Claudio Brasini creano riff rock immediati e semplici allo stesso modo degli arpeggi complessi, sicuramente migliori dei primi un po' statici ma non privi di idee; non c'è nemmeno un assolo nell'album, ma non sene sente particolarmente la mancanza. Il basso e la batteria sono affidati a Sergio Carnevale e a un ospite di cui non trovo il nominativo, entrambi non fanno parte della formazione stabile della band ma fanno il loro lavoro senza infamia nelle canzoni dal piglio rock in cui sono chiamate in causa, la batteria non è particolarmente fantasiosa ma comunque codibile in alcuni punti, stesso discorso per il basso. Le tastiere e il piano di Rachele Bastreghi trovano soluzioni estremamente deliziose e sono il vero punto di forza musicale dell'album insieme alle voci: quella pacata, espressiva e raffinata della stessa Rachele che si alterna equilibratamente alla voce profonda ma più neutrale di Francesco Bianconi, nulla di tecnicamente esaltante per entrambi; ma ci sono alchimie che vanno più in la della stessa. Meriterebbero una citazione ognuno gli ospiti per l'ottimo lavoro: dal musicista etiope Mulatu Astatke all'orchestra d'archi ( la cui presenza è stata fondamentale per la riuscita di alcuni brani) passando per la poetessa Francesca Genti e il maestro Alessandro Alessandroni. I testi sono di livello alto c'è poco da dire; poesia, e come tale complessa e di difficile comprensione, cercare di immaginare gli scenari raccontati aiuta, ma non da tutte le risposte; in alcuni brani ti rimane l'impressione che quelle belle parole siano solo fumo inconsistente...la verità non la si saprà mai; fatto sta che i testi non ti lasciano mai indifferente e ti fanno sempre porre domande, il che è molto più che un bene. Infine la produzione è affidata a Carlo U. Rossi; lavoro ottimo il suo. Chitarre: 7,5
Basso: 7
Batteria: 7
Tastiere: 7,5
Voci: 8-
Arrangiamenti aggiuntivi: 7+
Testi: 8,5
Produzione: 8 Analisi Brani.E così sia- 25 secondi di assolo di piano improvvisati da Mulatu Astatke. Bisogna pur iniziare da qualche parte. Voto: S.V.Colombo- Canzone semplice e lineare dai connotati rock, con gli strumenti lavorano discretamente in questo senso: la chitarra che imbastisce un riff orecchiabile pur dando il meglio nell'accompagnamento delle voci, il basso non è affatto banale e la batteria si limita ad un lavoro piuttosto neutro. I versi sono cantati a due voci, come nella maggior parte delle canzoni, in maniera distaccata ma lasciando spazio all'interpretazione più personale in alcuni punti. Il testo prende come pretesto il popolare detective Colombo, per criticare l' american way of life in maniera ironica...ma di quell'ironia che non è concepita proprio per far ridere. Voto: 7 Charlie Fa Surf- Ancora rock per il primo singolo, e terza canzone di questo album: a livello strumentale siamo molto simili alla traccia precedente con qualche vetta più alta. Le voci continuano ad alternarsi, con un tono impertinente nei versi maschili e uno dolce all'incontro delle due voci nel ritornello; orecchiabile, canticchiabile e comprensibilmente singolo. Il giovane di oggi è cantato qui con toni che sono allo stesso tempo di ribellione e di parodia della ribellione: perchè il giovane di oggi è così, crede e va fiero di essere il ribelle che non è. Voto: 7,5 Il Liberismo Ha i Giorni Contati- Canzone in apparenza musicalmente semplice come le precedenti, ma impreziosita da complessi arrangiamenti; come quelle trombe nel ritornello o il sitar che accompagna tutta la canzoni. Stratificazioni e aperture strumentali fanno il di un'ottima validità musicale. La voce prevalente maschile si mantiene su finti toni pacati; che vengono enfatizzati dalla arrangiamento che ha alle spalle. Si parla del decadentismo del nostro presente; se ne parla con il solito stile tanto raffinato nel mischiare gli opposti; nel parlare di “puttane” e “Marx e Hengel” mantenendo la stessa credibilità. Voto: 8- L'Aeroplano- Il piano e pochi accordi accompagnano la voce della signorina unica protagonista vocale della canzone. Gli strumenti mantengono in questa canzone un basso profilo, la protagonista qui è la voce; ma per il piano va spesa una parola visto il gusto con cui accompagna i versi, stessa cosa per le chitarre; minimali ma imponenti nella linea melodica e quei pochi accordi che non bisogna lasciar sfuggire. La voce profonda dei versi duetta con la leggera melodia del ritornello, un pezzo molto italiano che per melodia starebbe bene nella bocca di una cantante pop alla Pausini, la melodia ci starebbe sì; ma le parole non ci starebbero mai. Il testo, scritto a due mani con Francesco Bianconi, è profondo e malinconico; fa male in quel ritornello tanto apparentemente dolce. Voto: 8,5
Baudelaire- Un alchimia complessa quella di questa quasi profetica canzone: si parte con un arpeggio che sembra un respiro e si sfocia nelle chitarre taglienti dei versi con le aperture del ritornello per poi perdersi nella jungla strumentale elettronica, ma non solo...un paradiso artificiale che ci porta alla fine. Si ritorna sulla formula delle due voci con i versi profetici maschili, e le melodie al femminile: Il testo che intonano è complesso quanto la musica che lo accompagna, sulla sottile linea tra il pacchiano e il geniale( come molti dei loro testi) di idee ed immagini ce ne sono di splendide ma trovare un filo conduttore tra loro è difficile, ipotizzare la stessa “Arte” come tema non è azzardato ma nemmeno del tutto esaustivo. Canzone eclettica e carismatica impreziosita enormemente dalla libertà dell'ultima parte...l'imprevisto. Voto: 8,5L- L'amore e la fantascienza: minimale l'apporto musicale di accompagnamento ai versi, si svolge tutto sottovoce; per salire nel ritornello ornato da stacchi di pure atmosfere settecentesche costruite dai leggeri violini. Anche questa è cantata sapientemente a due voci il cui intreccio dipinge quest'atmosfera romantica lasciata andare in luoghi fantastici inesplorati. “Luce senza fine.” Voto: 8+ Antropophagus- Si ritorna sul rock che ha caratterizzato l'inizio dell'album; musicalmente ci troviamo difronte alla sintesi dei vari elementi dei Baustelle: un rock in cui non mancano pause riflessive e azzardi come il finale strumentale; probabilmente il frutto migliore dell'album per arrangiamento. Si narra di una piazza Duca d'Aosta, davanti alla stazione centrale, completamente visionaria, fotografata in maniera eccentrica tra sbalzi di tempo nella musica e di umore nelle voci; tra il cantato quasi da Battiato(anche i testi sotto questo aspetto non scherzano) iniziale e l'entusiasmo del ritornello. Esaustiva sotto ogni punto di vista. Voto: 8,5 Panico! : Un omaggio all'artista americano Lee Hazlewood, che si snoda in un rock rilassato, piatto per molti versi. Canzone meno ispirante dell'album senza dubbio, il testo è rilassato quanto la musica che lo circonda, con una vena ironica molto spiccata, ma niente di esaltante. Un “inno al rock “ come si dice nei versi, senza infamia ne lode. Voto: 7 Alfredo- Alfredino Rampi, il bambino caduto in un pozzo il cui caso mediatico ha sconvolto l'Italia, è il soggetto del brano. Un sottofondo minimale, un po' valzer, un po' ninna nanna composto al piano accompagna una delle canzoni più toccanti dell'album un po' per il soggetto un po' per come viene narrato. Nei versi abbiamo il punto di vista del bambino, tra ingenuità e speranza, nel ritornello una visitazione critica dell'amplificazione mediatica avuta dal caso. Impossibile non rimanerne toccati. Voto: 8,5 Dark Room- Sottofondo quasi Morriconiano scritto da Rachele Bastreghi, a cui è dato anche l'intero spazio vocale. La musica ricorda in molti spazi quella di attesa tipica degli ascensori, a testimoniare la volontà di non essere invadente, con l'aggiunta però di violini che impreziosiscono l'offerta; nel ritornello si da più energia intorno la melodia. Il testo è scritto a due mani tra Bianconi e la poetessa Francesca Genti; non molto esaltante in generale nonostante la presenza “importante”. La canzone nel complesso esce molto bene, la melodia è ipnotica, ma non esalta quanto le altre. Voto: 7,5L'Uomo Del Secolo- Si torna sul rock iniziale con un andamento meno accattivante ma più melodico. La cura negli arrangiamenti rende l'aspetto musicale piacevole durante tutto l'andamento del pezzo. Il testo è il più chiaro del disco; storia, raccontata in prima persona, di un partigiano tra critica del periodo e semplice dramma personale. Voto: 8-La Vita Va- Altro brano cantato sottovoce da Rachele; l'arrangiamento alle spalle è molto meno minimale del solito; con un apertura d'archi sontuosamente notevole. Il testo è discreto ma non eccelso. Voto: 8- Ethiopia- Potrebbe essere benissimo la colonna sonora di un film il brano in questione; strumentale con la partecipazione dell'etiope Malatu Astatke, che suona le percussioni e il vibrafono. I sapori dell'Africa degni del titolo del brano si mischiano con il solito sperimentalismo. Voto: 7 Andarsene così- Pezzo tanto diverso, ma collegato al precedente da un tema di piano forte che hanno in comune, la canzone va in crescendo , a parte alcune pause, fino alla fine. Gli arrangiamenti complessi fanno il loro lavoro; il testo è discreto. Voto: 7,5 ConclusioniUn album ricco, estremamente ricco, sotto ogni punto di vista: con un potenziale comunicativo molto alto. La musica è curata con raffinatezza e gusto incredibili; sono però le parole a fare la differenza...la differenza tra Arte e un ammasso di parole messe lì a miraggio della stessa, entrambe le cose possiamo vedere nei Baustelle: bisogna scegliere, come ho già detto...io scelgo la prima versione, l'arte, fiducioso che nella musica leggera italiana ci sia qualcosa di decente. Voto: 8
|
|
|
|
|
Loggato
|
My Music: Last.FM My Books: aNobii...Visto e considerato che non ne potevano più della loro malasorte incominciarono ad aggirarsi come s’aggirò quel famoso spettro per l’Europa… tutti evidentemente erano dei disgraziati… ma ciascuno lo era in maniera differente… perché la disgrazia colpisce i miseri, ma con incredibile fantasia nella sorte. Difatti c’era quello che aveva perso la casa e quello che più semplicemente aveva perso le chiavi di casa, c’era quello che aveva perso la memoria e mò non si ricordava neanche più che cos’è che si era perso, c’era quello che aveva perso la ragione… e insieme alla ragione aveva perso anche il torto. C’era quello che aveva perso tempo e mò non c’aveva più tanto tempo da perdere… e difatti fu lui che disse: Attenzione, Tra cinque minuti comincia la rivoluzione... Ascanio Celestini "La rivoluzione" 
|
|
|
|
|
Forsaken_In_A_Dream
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Veterano di MusicOff
o più semplicemente Francesco..
OfflineEtà: 18 Residenza: vicino Roma
Sesso: 
Posts: 2.503
|
 |
« Risposta #1 il: 20 Settembre 2009, 08:34:02 » |
|
non tutti insieme per favore, lo so che siete ansiosi di commentare quest'album, ma non mi innondate così di risposte; non riesco a starvi dietro 
|
|
|
|
|
Loggato
|
My Music: Last.FM My Books: aNobii...Visto e considerato che non ne potevano più della loro malasorte incominciarono ad aggirarsi come s’aggirò quel famoso spettro per l’Europa… tutti evidentemente erano dei disgraziati… ma ciascuno lo era in maniera differente… perché la disgrazia colpisce i miseri, ma con incredibile fantasia nella sorte. Difatti c’era quello che aveva perso la casa e quello che più semplicemente aveva perso le chiavi di casa, c’era quello che aveva perso la memoria e mò non si ricordava neanche più che cos’è che si era perso, c’era quello che aveva perso la ragione… e insieme alla ragione aveva perso anche il torto. C’era quello che aveva perso tempo e mò non c’aveva più tanto tempo da perdere… e difatti fu lui che disse: Attenzione, Tra cinque minuti comincia la rivoluzione... Ascanio Celestini "La rivoluzione" 
|
|
|
Alehandro
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
MusicOff è la mia casa
yin e yang
OfflineEtà: N\A Residenza: latina
Posts: 687
|
 |
« Risposta #2 il: 20 Settembre 2009, 12:17:10 » |
|
a prescindere dall'album che mi piace, vorrei permettermi di dire che secondo me bisognerebbe evitare le votazioni in una recensione, dato che ti pongono in uno stato di superiorità artistica, ed è come autoeleggersi a grande critico o esperto musicale.  Non concordo sulla tua visione di poesia, proprio perchè (come hai detto tu) spesso i testi sono provocazioni, li trovo piuttosto diretti, come in Charlie fa surf, a differenza della musica che mi piace molto. imho
|
|
|
|
|
Loggato
|
Studio per la mente. Palestra per il corpo. Musica per l'anima  E toglietevi sta cintura quando suonate! - Schecter c1 Elite (sh4b, sh2n), Scheter Helleraiser c1 (emg 81TW/89). - Peavy bandit 212
|
|
|
Forsaken_In_A_Dream
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Veterano di MusicOff
o più semplicemente Francesco..
OfflineEtà: 18 Residenza: vicino Roma
Sesso: 
Posts: 2.503
|
 |
« Risposta #3 il: 20 Settembre 2009, 13:59:49 » |
|
a prescindere dall'album che mi piace, vorrei permettermi di dire che secondo me bisognerebbe evitare le votazioni in una recensione, dato che ti pongono in uno stato di superiorità artistica, ed è come autoeleggersi a grande critico o esperto musicale.  Non concordo sulla tua visione di poesia, proprio perchè (come hai detto tu) spesso i testi sono provocazioni, li trovo piuttosto diretti, come in Charlie fa surf, a differenza della musica che mi piace molto. imho No certamente non mi credo grande critico o altro, e non voglio dare nemmeno quest'impressione naturalmente  ...la votazione la vedo utile perchè la recensione è un analisi, ma sopratutto critica del cd; sta in bilico tra una visione oggettiva e soggettiva; io la parte soggettiva cerco di limitarla al voto rimanendo il più possibile oggettivo nelle analisi. Uno cerca di capire il messaggio dell'autore, poi la riuscita naturalmente non è affatto assicurata  Comunque nel forum c'è il vantaggio che la recensione non è fine a se stessa, ma è un invito a far dire la loro anche agli altri; la cui percezione del cd magari è migliore e più giusta della nostra, per questo i pareri altrui sono più che accetti: non ci si pone mai come "come sommi conoscenti della verità" perchè sarebbe inutile veramente allora  Per i testi; ce ne sono alcuni quali "Colombo", "Charlie fa Surf" e "L'Uomo del Secolo" che sono abbastanza diretti, ma quelli di "L'Aeroplano", "Antropophagus" e "Baudelaire" (anche gli altri seguono più questa linea) sono molto complessi; sopratutto "Baudelaire", difficile capirla al primo ascolto. Comunque sia ribadisco che i Baustelle sono dei grandi comunicatori 
|
|
|
|
|
Loggato
|
My Music: Last.FM My Books: aNobii...Visto e considerato che non ne potevano più della loro malasorte incominciarono ad aggirarsi come s’aggirò quel famoso spettro per l’Europa… tutti evidentemente erano dei disgraziati… ma ciascuno lo era in maniera differente… perché la disgrazia colpisce i miseri, ma con incredibile fantasia nella sorte. Difatti c’era quello che aveva perso la casa e quello che più semplicemente aveva perso le chiavi di casa, c’era quello che aveva perso la memoria e mò non si ricordava neanche più che cos’è che si era perso, c’era quello che aveva perso la ragione… e insieme alla ragione aveva perso anche il torto. C’era quello che aveva perso tempo e mò non c’aveva più tanto tempo da perdere… e difatti fu lui che disse: Attenzione, Tra cinque minuti comincia la rivoluzione... Ascanio Celestini "La rivoluzione" 
|
|
|
Pier_
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Cavaliere dell' "Ordine di Daisy"
-- Il Prolisso --
OfflineEtà: 23 Residenza: Roma
Sesso: 
Posts: 9.015
|
 |
« Risposta #4 il: 21 Settembre 2009, 23:07:51 » |
|
e che cacchio, stavo facendo una recensione enorme, ma ho premuto un tasto sbagliato  in breve: il disco mi ha stupito davvero. i Baustelle li conoscevo, ma li snobbavo un po', perchè mi sembravano troppo "blandi", troppo "vorremmo essere come Battiato", con testi pieni di citazioni, città e personaggi famosi  poi ho preso il disco e me lo sono ascoltato per bene. mediamente è un disco pop rock, i primi pezzi (Colombo e Charlie Fa Surf) sono niente più che pezzi alla Ligabue, due strofe, due ritornelli e chiusura, con melodia molto pop e tranquilla. la cosa che compisce in questi pezzi, secondo me, è lo splendido arrangiamento, e lo splendido suono degli strumenti. mi piacciono tantissimo, nei loro dischi, le chitarre, che hanno sempre quelle ritmiche tra surf anni 50 e rock anni 70, con un suono acido che ricorda tanto i Pink Floyd di Syd Barrett quanto il grunge degli anni 90. pezzi come Antropophagus, Il Liberismo Ha i Giorni Contati e L'Uomo Del Secolo sono sempre sulla stessa linea musicale, ma secondo me molto più ispirati come testo e musica, meno "singolo di successo". L'Aeroplano, La Vita Va e Andarsene Così sono quelli più "soft", e quello che preferisco è L'Aeroplano, in cui Rachele canta troppo troppo bene (nonostante io preferisca voci più "possenti", stile Alice o Milva). Dark Room e Panico! sono due pezzi riconducibili ad un quasi "citazionismo musicale", e si nota nel fatto che sono i più diversi stilisticamente, in quanto cercano di riprendere stili musicali (country e lounge) alla maniera dei Baustelle. molto riusciti, secondo me, anche se il testo di Dark Room lascia un po' a desiderare (e poi a Rachele fan fare sempre ste canzoni con la voce arrapata e che parlano di sesso...) L è un pezzo che devo ancora assimilare... non mi piace moltissimo, ma musicalmente è molto particolare. devo ascoltarlo meglio, perchè è quello su cui salto sempre  Alfredo è il mio pezzo preferito. mi piace la scelta del 3/4, l'arrangiamento molto "da camera" nella prima strofa e nel ritornello, meno nella seconda strofa, troppo banale, ma che comunque fa il suo lavoro a dovere. è poi, secondo me, il testo più interessante di tutti, soprattutto conoscendo la storia di Alfredo Rampi. Baudelaire invece è un discorso a parte. è il pezzo secondo me più riuscito del disco. rientra, secondo me, in quelli "citazionistici" (come Dark Room e Panico!), e si rifà pesantemente alla new wave anni 80, con un arrangiamento che arriva alle colonne sonore (ricorda moltissimo, nella parte strumentale soprattutto, quando sono tutti gli strumenti, la musica de "l'isola del piacere" nel film animato "Le 12 Fatiche di Asterix"!). il testo poi è pazzesco. un'elenco di quei personaggi che sono morti per la loro arte, i màrtiri del loro credo, da Socrate a Pasolini, da Satana a Piero Ciampi, da Gesù Cristo a Caravaggio, il tutto ricamato attorno al suggerimento di studiare Baudelaire, l'ultimo dei grandi "poeti del male", l'uomo il cui cinismo e la cui opera di maggiore importanza (I Fiori Del Male) sono tutt'ora attualissimi. diciamo che nel complesso è un disco molto molto bello. non è adatto a chi non sta dietro a testi più impegnati del normale, o a chi si aspetta dalla musica solo virtuosismi o blando rock senza più idee. in tre settimane che l'ho comprato, l'ho consumato. in macchina me lo porto sempre, per sicurezza, e da giorni non ascolto altro che i Baustelle  magari poi parliamo anche de La Malavita, che m'è piaciuto molto di più, e La Moda Del Lento, che musicalmente è il più interessante, anche se un po' troppo altalenante come canzoni. mi manca da sentire per bene il primo, "Sussidiario Illustrato Della Giovinezza", ma c'è tempo. intanto vado a darmi al giardinaggio dei fiori del male  (sarebbe da fare una lista dei versi più fighi di questo disco, perchè sarebbe bella lunga)
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Forsaken_In_A_Dream
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Veterano di MusicOff
o più semplicemente Francesco..
OfflineEtà: 18 Residenza: vicino Roma
Sesso: 
Posts: 2.503
|
 |
« Risposta #5 il: 22 Settembre 2009, 15:45:51 » |
|
e che cacchio, stavo facendo una recensione enorme, ma ho premuto un tasto sbagliato  in breve: il disco mi ha stupito davvero. i Baustelle li conoscevo, ma li snobbavo un po', perchè mi sembravano troppo "blandi", troppo "vorremmo essere come Battiato", con testi pieni di citazioni, città e personaggi famosi  poi ho preso il disco e me lo sono ascoltato per bene. mediamente è un disco pop rock, i primi pezzi (Colombo e Charlie Fa Surf) sono niente più che pezzi alla Ligabue, due strofe, due ritornelli e chiusura, con melodia molto pop e tranquilla. la cosa che compisce in questi pezzi, secondo me, è lo splendido arrangiamento, e lo splendido suono degli strumenti. mi piacciono tantissimo, nei loro dischi, le chitarre, che hanno sempre quelle ritmiche tra surf anni 50 e rock anni 70, con un suono acido che ricorda tanto i Pink Floyd di Syd Barrett quanto il grunge degli anni 90. pezzi come Antropophagus, Il Liberismo Ha i Giorni Contati e L'Uomo Del Secolo sono sempre sulla stessa linea musicale, ma secondo me molto più ispirati come testo e musica, meno "singolo di successo". L'Aeroplano, La Vita Va e Andarsene Così sono quelli più "soft", e quello che preferisco è L'Aeroplano, in cui Rachele canta troppo troppo bene (nonostante io preferisca voci più "possenti", stile Alice o Milva). Dark Room e Panico! sono due pezzi riconducibili ad un quasi "citazionismo musicale", e si nota nel fatto che sono i più diversi stilisticamente, in quanto cercano di riprendere stili musicali (country e lounge) alla maniera dei Baustelle. molto riusciti, secondo me, anche se il testo di Dark Room lascia un po' a desiderare (e poi a Rachele fan fare sempre ste canzoni con la voce arrapata e che parlano di sesso...) L è un pezzo che devo ancora assimilare... non mi piace moltissimo, ma musicalmente è molto particolare. devo ascoltarlo meglio, perchè è quello su cui salto sempre  Alfredo è il mio pezzo preferito. mi piace la scelta del 3/4, l'arrangiamento molto "da camera" nella prima strofa e nel ritornello, meno nella seconda strofa, troppo banale, ma che comunque fa il suo lavoro a dovere. è poi, secondo me, il testo più interessante di tutti, soprattutto conoscendo la storia di Alfredo Rampi. Baudelaire invece è un discorso a parte. è il pezzo secondo me più riuscito del disco. rientra, secondo me, in quelli "citazionistici" (come Dark Room e Panico!), e si rifà pesantemente alla new wave anni 80, con un arrangiamento che arriva alle colonne sonore (ricorda moltissimo, nella parte strumentale soprattutto, quando sono tutti gli strumenti, la musica de "l'isola del piacere" nel film animato "Le 12 Fatiche di Asterix"!). il testo poi è pazzesco. un'elenco di quei personaggi che sono morti per la loro arte, i màrtiri del loro credo, da Socrate a Pasolini, da Satana a Piero Ciampi, da Gesù Cristo a Caravaggio, il tutto ricamato attorno al suggerimento di studiare Baudelaire, l'ultimo dei grandi "poeti del male", l'uomo il cui cinismo e la cui opera di maggiore importanza (I Fiori Del Male) sono tutt'ora attualissimi. diciamo che nel complesso è un disco molto molto bello. non è adatto a chi non sta dietro a testi più impegnati del normale, o a chi si aspetta dalla musica solo virtuosismi o blando rock senza più idee. in tre settimane che l'ho comprato, l'ho consumato. in macchina me lo porto sempre, per sicurezza, e da giorni non ascolto altro che i Baustelle  magari poi parliamo anche de La Malavita, che m'è piaciuto molto di più, e La Moda Del Lento, che musicalmente è il più interessante, anche se un po' troppo altalenante come canzoni. mi manca da sentire per bene il primo, "Sussidiario Illustrato Della Giovinezza", ma c'è tempo. intanto vado a darmi al giardinaggio dei fiori del male  (sarebbe da fare una lista dei versi più fighi di questo disco, perchè sarebbe bella lunga) Direi che il punto di vista è simile  Conta che il testo di Dark Room, pur non entusiasmando granchè anche me, è l'unico scritto da una poetessa di professione Gli altri cd li devo approfondire,comunque rimedio tra poco con La Malavita che dovrei avere da qualche parte  Alfredo è spettacolare, ma anche L te la devi ascoltare bene; quelle atmosfere da stanze settecentesche che spezzano sono un scelta molto raffinata. "Vivere per sempre, ci vuole coraggio, datti al giardinaggio dei fiori del male"  Altro verso figo da Baudelaire: "Pasolini è morto per te, morto a bastonate per te, nello stesso istante, in qualche altra spiaggia, si è fatto l'amore, uniti contro il mondo. "
|
|
|
|
|
Loggato
|
My Music: Last.FM My Books: aNobii...Visto e considerato che non ne potevano più della loro malasorte incominciarono ad aggirarsi come s’aggirò quel famoso spettro per l’Europa… tutti evidentemente erano dei disgraziati… ma ciascuno lo era in maniera differente… perché la disgrazia colpisce i miseri, ma con incredibile fantasia nella sorte. Difatti c’era quello che aveva perso la casa e quello che più semplicemente aveva perso le chiavi di casa, c’era quello che aveva perso la memoria e mò non si ricordava neanche più che cos’è che si era perso, c’era quello che aveva perso la ragione… e insieme alla ragione aveva perso anche il torto. C’era quello che aveva perso tempo e mò non c’aveva più tanto tempo da perdere… e difatti fu lui che disse: Attenzione, Tra cinque minuti comincia la rivoluzione... Ascanio Celestini "La rivoluzione" 
|
|
|
Contronatura
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
MusicOffilo alle prime armi
OfflineEtà: 30
Posts: 55
|
 |
« Risposta #6 il: 18 Febbraio 2010, 16:22:13 » |
|
A me i Baustelle piacciono molto, ma decisamente non mi piace Amen. Molto poco valido,decisamente fiacco ed in alcuni punti , non pochi direi, pure un po' ruffiano. Assolutamente fantastici il Sussidiario illustato, la Moda del Lento e la Malavita.
Ho sentito il brano scritto da Bianconi per Sanremo, cantato da Irene Grandi, e non mi è piaciuto granché, anche se immagino sia nettamente superiore a tutte le altre canzoni del Festival.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Pier_
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Cavaliere dell' "Ordine di Daisy"
-- Il Prolisso --
OfflineEtà: 23 Residenza: Roma
Sesso: 
Posts: 9.015
|
 |
« Risposta #7 il: 18 Febbraio 2010, 17:32:43 » |
|
pure un po' ruffiano.
Bianconi, dalla Dandini (a Parla con Me) ha giustamente detto "a me interessa solo che la nostra musica arrivi a tutti, non me ne frega nulla di rimanere di nicchia".
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Contronatura
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
MusicOffilo alle prime armi
OfflineEtà: 30
Posts: 55
|
 |
« Risposta #8 il: 18 Febbraio 2010, 17:41:16 » |
|
Bianconi, dalla Dandini (a Parla con Me) ha giustamente detto "a me interessa solo che la nostra musica arrivi a tutti, non me ne frega nulla di rimanere di nicchia".
Ma io sono più che d'accordo su questo. Anzi penso che in Italia manchi spesso la giusta via di mezzo: o si è troppo commerciali, o si è troppo "alternative". Manca, come dire, un pop di qualità. Credo sia per il fatto che il mercato italiano viene impostato volutamente in un certo modo. Mi pare che lo stesso Bianconi disse una volta una cosa tipo "I Blur, qui in Italia, li avrebbero fatti diventare una boyband...". Mi sento di condividere in pieno, sperando che la stessa cosa non accada a loro
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Pier_
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Cavaliere dell' "Ordine di Daisy"
-- Il Prolisso --
OfflineEtà: 23 Residenza: Roma
Sesso: 
Posts: 9.015
|
 |
« Risposta #9 il: 18 Febbraio 2010, 19:44:00 » |
|
mah, infatti non mi pare sia accaduta. Amen è un disco con una precisa personalità, molto omogeneo e sensato, come giustamente deve essere un album (e non un gruppo di canzoni sfuse).
con questo c'hanno dato pesante con gli arrangiamenti, rispetto ai primi due dischi. già La Malavita aveva degli arrangiamenti pomposissimi.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Contronatura
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
MusicOffilo alle prime armi
OfflineEtà: 30
Posts: 55
|
 |
« Risposta #10 il: 18 Febbraio 2010, 21:04:04 » |
|
con questo c'hanno dato pesante con gli arrangiamenti, rispetto ai primi due dischi. già La Malavita aveva degli arrangiamenti pomposissimi.
Si infatti 'sta cosa gli piace molto. Probabilmente dipende anche dal fatto che sono molto legati, per quel che ne so, alle sonorità della musica leggera italiana. Anche per questo Bianconi, come compositore, si presta molto al contesto sanremese.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Pier_
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Cavaliere dell' "Ordine di Daisy"
-- Il Prolisso --
OfflineEtà: 23 Residenza: Roma
Sesso: 
Posts: 9.015
|
 |
« Risposta #11 il: 18 Febbraio 2010, 22:49:50 » |
|
ma secondo me è solo un bene. i contenuti, esposti in maniera facile, ci sono nelle sue composizioni. quindi è un bene che si presti il più possibile.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Contronatura
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
MusicOffilo alle prime armi
OfflineEtà: 30
Posts: 55
|
 |
« Risposta #12 il: 18 Febbraio 2010, 22:53:51 » |
|
ma secondo me è solo un bene. i contenuti, esposti in maniera facile, ci sono nelle sue composizioni. quindi è un bene che si presti il più possibile.
Non intendevo in senso dispreggiativo. Mi riferivo ad un discorso di struttura compositiva e arrangiamenti.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Pier_
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Cavaliere dell' "Ordine di Daisy"
-- Il Prolisso --
OfflineEtà: 23 Residenza: Roma
Sesso: 
Posts: 9.015
|
 |
« Risposta #13 il: 18 Febbraio 2010, 23:06:14 » |
|
sìsì, infatti dico, secondo me è proprio un bene, una ventata d'aria fresca.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Contronatura
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
MusicOffilo alle prime armi
OfflineEtà: 30
Posts: 55
|
 |
« Risposta #14 il: 18 Febbraio 2010, 23:14:47 » |
|
comunque rimangono uno dei gruppi che preferisco e che stimo di più in Italia. Sono stati per me una grande sorpresa quando li ho scoperti (circa quando è uscito la moda del lento) e continuo a pensare che probabilmente negli ultimi anni, almeno qui, non hanno pari. L'ultimo non mi ha molto convinto, anzi per niente, ma vabbè... tra un po' dovrebbe uscirne un'altro, mi sembra.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Pier_
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Cavaliere dell' "Ordine di Daisy"
-- Il Prolisso --
OfflineEtà: 23 Residenza: Roma
Sesso: 
Posts: 9.015
|
 |
« Risposta #15 il: 18 Febbraio 2010, 23:20:54 » |
|
L'ultimo non mi ha molto convinto, anzi per niente, ma vabbè...
se ci spieghi il motivo, il topic avrebbe senso  continuo a pensare che probabilmente negli ultimi anni, almeno qui, non hanno pari beh oddio, i testi sono molto "faciloni", sono i classici testi da liceale, in stile "vedi che sono colto e cito un sacco?" da qui a dire che non abbiano pari, ce ne vuole dai.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Contronatura
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
MusicOffilo alle prime armi
OfflineEtà: 30
Posts: 55
|
 |
« Risposta #16 il: 18 Febbraio 2010, 23:34:55 » |
|
se ci spieghi il motivo, il topic avrebbe senso beh...mi sembrava di aver chiarito abbastanza.  Riguardo ai testi, ti sembrano così "facili"??? Penso che, raffrontato al contesto italiano di questi ultimi anni, spicchi. Comunque vabbé... punti di vista. 
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Pier_
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Cavaliere dell' "Ordine di Daisy"
-- Il Prolisso --
OfflineEtà: 23 Residenza: Roma
Sesso: 
Posts: 9.015
|
 |
« Risposta #17 il: 18 Febbraio 2010, 23:45:12 » |
|
fin troppo facili  sarà che sono abituato a DeGregori, Battiato, Guccini, al primo Venditti, Gaber... i Baustelle in fatto di testi sono bravi, ma i contenuti sono faciloni, sono, come dicevo, i classici testi da "adolescente che vuole far vedere quanto è colto" e cita tutto da tutte le parti. ad esempio, a me piace tantissimo "Alfredo", è la mia preferita. molto bellino il testo nella strofa, ma il ritornello ti dice chiaramente "senti senti, ho studiato! ti dico tutti i personaggi famosi che c'erano quando è successo". l'unica cosa è che, appunto, se non si conoscono i riferimenti "colti", non si capisce molto. come "Un Romantico a Milano", che è e rimane una canzonetta, ma se sai di chi parla, la capisci, altrimenti no.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Contronatura
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
MusicOffilo alle prime armi
OfflineEtà: 30
Posts: 55
|
 |
« Risposta #18 il: 19 Febbraio 2010, 00:10:29 » |
|
fin troppo facili  i Baustelle in fatto di testi sono bravi, ma i contenuti sono faciloni, sono, come dicevo, i classici testi da "adolescente che vuole far vedere quanto è colto" e cita tutto da tutte le parti. ad esempio, a me piace tantissimo "Alfredo", è la mia preferita. molto bellino il testo nella strofa, ma il ritornello ti dice chiaramente "senti senti, ho studiato! ti dico tutti i personaggi famosi che c'erano quando è successo". Hai preso uno dei punti che mi piacciono di più di tutto il disco.  Diciamo che sulla cosa ho un'altro punto di vista. Il citazionismo, che di certo non è una loro esclusiva, secondo me non va mai visto come la volontà di dare sfoggio della propria cultura, ma al contrario come sistema di scrittura per legarsi nel modo più diretto e veloce ad un evento storico, culturale o artistico,oppure a delle immagini o atmosfere che si sono già trovate in altre opere ed alle quali magari si vuole anche aggiungere un proprio modesto contributo. Ci sono molte citazioni nelle canzoni del nostro gruppo, e ti posso assicurare che non vogliamo vantarci di niente, anzi e anche un modo per "omaggiare" i gruppi che ci piacciono a modo nostro ( a pensarci bene è un po' come fare delle cover). In altre canzoni dei Baustelle dei primi dischi ci sono sfilze di citazioni (il musichiere 999 ad esempio), che comunque risultano, proprio dal punto di vista rievocativo, più efficaci, mentre nel caso del pezzo che hai "citato"  la cosa mi sembra un po' troppo stentata, fatta "perchè è il nostro stile " diciamo; è un po' il problema che riscontrato in tutto il disco.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
Pier_
MusicOff Member
Feedback Mercatino:
( 0)
Cavaliere dell' "Ordine di Daisy"
-- Il Prolisso --
OfflineEtà: 23 Residenza: Roma
Sesso: 
Posts: 9.015
|
 |
« Risposta #19 il: 19 Febbraio 2010, 00:20:10 » |
|
vabè, se parliamo di citazioni musicali, tutta la discografia degli Elii (soprattutto Cicciput e Studentessi) sono una miniera d'oro 
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
|
|