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Autore Topic: Leggere spartiti e tablature.  (Letto 8392 volte)
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« Risposta #30 il: 26 Dicembre 2009, 17:22:53 »
Ma (domanda da ignorante) non sono segnate le diverse ottave sullo spartito?

ovvio che si!


qui sono segnati i do in chiave di basso e violino ed il la a 440hz  :D

comunque tornando al discorso precedente.. la tab è indubbiamente più intuitiva, se io avessi cominciato a suonare la chitarra con lo spartito probabilmente mi sarei arreso subito dato che una stessa nota può essere presa in più posizioni!!

Citazione
Un'intavolatura presenta una diteggiatura; uno spartito invece la musica e, se si tratta di uno spartito per chitarra, spesso anche una diteggiatura (indicando le posizioni con i numeri romani ecc. ecc.).
più che "spesso" io direi "solo nei brani di musica classica (e neanche tutt!i)"

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« Risposta #31 il: 26 Dicembre 2009, 17:25:51 »
il punto è questo: se uno vuole imparare a suonare la chitarra per fare l'esecutore allora li basta solo la tecnica (e quindi va bene la tab), ma se uno vuole fare il musicista (che è ben diverso) allora deve saper leggere lo spartito, sapere teoria, armonia ecc ecc dello strumento, questo è un mio parere  icon_brindisi.gif
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« Risposta #32 il: 26 Dicembre 2009, 17:28:12 »
il punto è questo: se uno vuole imparare a suonare la chitarra per fare l'esecutore allora li basta solo la tecnica (e quindi va bene la tab), ma se uno vuole fare il musicista (che è ben diverso) allora deve saper leggere lo spartito, sapere teoria, armonia ecc ecc dello strumento, questo è un mio parere  icon_brindisi.gif


non esattamente... che te ne fai di una tab se non conosci il tempo? essere tecnici non vuol dire solo essere velocissimi..
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« Risposta #33 il: 26 Dicembre 2009, 17:31:06 »
il tempo è una cosa che si può acquisire benissimo con l'ascolto, guarda te lo dico per esperienza personale, poi basta la volontà e la passione a fare il resto  :)
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« Risposta #34 il: 26 Dicembre 2009, 17:37:03 »
Con la volontà e la passione si può fare quasi tutto, suonare senza saper leggere la musica, recitare senza saper leggere la propria lingua, correre alle olimpiadi con delle protesi al posto delle gambe ecc. ecc.
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« Risposta #35 il: 26 Dicembre 2009, 17:44:01 »
Esempio?: james hetfield, completamente ignorante dal punto di vista teorico della musica, non sa leggere neanche lo spartito di san martino campanaro :D (in parole povere è analfabeta icon_asd5.gif) eppure guarda chi è diventato, un icona del metal internazionale. io non lo ammiro per niente, neanche li ascolto tanto i metallica (molto meglio i testament icon_ciglia.gif) però questi sono i fatti  icon_brindisi.gif
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« Risposta #36 il: 26 Dicembre 2009, 17:55:13 »
Esempio?: james hetfield, completamente ignorante dal punto di vista teorico della musica, non sa leggere neanche lo spartito di san martino campanaro :D (in parole povere è analfabeta icon_asd5.gif) eppure guarda chi è diventato, un icona del metal internazionale. io non lo ammiro per niente, neanche li ascolto tanto i metallica (molto meglio i testament icon_ciglia.gif) però questi sono i fatti  icon_brindisi.gif
sono le solite storielle delle icone del rock/metal, per me conoscono più che bene la musica. Comunque è un discorso che interessa anche a me, prenderò in considerazione il libro indicato da Pier
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« Risposta #37 il: 26 Dicembre 2009, 18:45:45 »
Un'intavolatura presenta una diteggiatura; uno spartito invece la musica e, se si tratta di uno spartito per chitarra, spesso anche una diteggiatura (indicando le posizioni con i numeri romani ecc. ecc.). Se hai lo spartito e non ti sta bene la diteggiatura indicata non ci vuole molto a trovarne un'altra a te più congeniale; se hai l'intavolatura e non ti sta bene la diteggiatura, pace.

Beh non è che sia così immediato trovare diteggiature alternative... Un conto è leggere uno spartito semplice, un conto è imparare le proprie canzoni preferite con lo spartito, che, tra l'altro, non impareremmo a leggerlo bene perchè conosciamo bene la canzone e quindi non dobbiamo interpretare le durate delle note perchè già le conosciamo. Rimangono solo le note al posto dei numeri, che è già qualcosa, ma non cambia troppo dalla tab. Bisogna saper leggere gli spartiti, questo è vero..ma non ci trovo niente di male nell'imparare le proprie canzoni preferite con le tab, visto chè è molto più veloce come metodo ed è comodo per imparare certe diteggiature. Poi, se vogliamo essere proprio bravi studenti sarebbe bene esercitarsi a suonare spartiti semplici che NON conosciamo e aumentare pian piano la difficoltà.
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« Risposta #38 il: 26 Dicembre 2009, 19:59:43 »
Ma (domanda da ignorante) non sono segnate le diverse ottave sullo spartito?
Certo che sono segnate. Il problema è che la stessa nota puoi averla in posti diversi lungo la tastiera.
Se suoni il mi cantino a vuoto ad es. lo trovi anche in altre posizioni.
In tab lo puoi trovare così:
|-0----------------|
|---5--------------|
|-----9------------|
|-------14---------|
|-----------19-----|
|--------------24--|
Come vedi hai la stessa identica nota in 6 punti diversi...sullo spartito però viene segnato con una sola nota, senza specificare in quale corda si trovi: come ti regoli?

Esempio?: james hetfield, completamente ignorante dal punto di vista teorico della musica, non sa leggere neanche lo spartito di san martino campanaro :D (in parole povere è analfabeta icon_asd5.gif) eppure guarda chi è diventato, un icona del metal internazionale. io non lo ammiro per niente, neanche li ascolto tanto i metallica (molto meglio i testament icon_ciglia.gif) però questi sono i fatti  icon_brindisi.gif
Ma che vuol dire?
Mi sembrava strano che non saltassero fuori i soliti discorsi sull'utilità dello studio.
La musica ha un proprio linguaggio. Se vuoli parlare con altre persone devi avere una lingua in comune.
Anch'io ho un amico che è andato in Cina senza sapere una parola di cinese: in qualche modo si sono capiti (l'inglese non era molto comune nei posti che ha visitato) comunicando a gesti! Non è obbligatorio saper leggere uno spartito, ma se vuoi fare il musicista dovresti conoscere il linguaggio musicale.
Atrimenti è come imparare l'inglese da un corso in cassetta, impari a parlarlo, magari anche bene, ma non sai scriverlo.
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« Risposta #39 il: 26 Dicembre 2009, 20:10:38 »

Ma che vuol dire?
Mi sembrava strano che non saltassero fuori i soliti discorsi sull'utilità dello studio.
La musica ha un proprio linguaggio. Se vuoli parlare con altre persone devi avere una lingua in comune.
Anch'io ho un amico che è andato in Cina senza sapere una parola di cinese: in qualche modo si sono capiti (l'inglese non era molto comune nei posti che ha visitato) comunicando a gesti! Non è obbligatorio saper leggere uno spartito, ma se vuoi fare il musicista dovresti conoscere il linguaggio musicale.
Atrimenti è come imparare l'inglese da un corso in cassetta, impari a parlarlo, magari anche bene, ma non sai scriverlo.

si infatti nel post precedente avevo specificato la differenza tra esecutore e musicista, vabbè meglio non continuare, chiuso ot
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« Risposta #40 il: 27 Dicembre 2009, 12:25:22 »
Io sono convinto che la soluzione migliore è una sola. Spartito con tablatura sotto.

Per il semplice fatto che lo spartito ti dice tutto, tranne dove andare a prendere le note, e il timbro di una nota può cambiare anche parecchio se preso da una parte o dall'altra del manico (per fare un esempio paradossale ma che fa capire, provate a suonare un mi sulla corda del mi grave al 24° tasto, e provate a suonare un mi cantino a vuoto..)
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« Risposta #41 il: 27 Dicembre 2009, 12:35:07 »
Io sono convinto che la soluzione migliore è una sola. Spartito con tablatura sotto.

Per il semplice fatto che lo spartito ti dice tutto, tranne dove andare a prendere le note, e il timbro di una nota può cambiare anche parecchio se preso da una parte o dall'altra del manico (per fare un esempio paradossale ma che fa capire, provate a suonare un mi sulla corda del mi grave al 24° tasto, e provate a suonare un mi cantino a vuoto..)
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« Risposta #42 il: 27 Dicembre 2009, 12:38:03 »
Io sono convinto che la soluzione migliore è una sola. Spartito con tablatura sotto.

Per il semplice fatto che lo spartito ti dice tutto, tranne dove andare a prendere le note, e il timbro di una nota può cambiare anche parecchio se preso da una parte o dall'altra del manico (per fare un esempio paradossale ma che fa capire, provate a suonare un mi sulla corda del mi grave al 24° tasto, e provate a suonare un mi cantino a vuoto..)

Molti spartiti "didattici" per chitarra (non solo di musica classica, quelli per chitarra jazz utilizzano lo stesso sistema) riportano la posizione in cui si trova la mano sinistra e quale dito della mano sinistra corrisponde a ciascuna nota - e, nel caso, degli spartiti per chitarra classica, anche quale dito della mano sinistra pizzica ciascuna nota. Nel caso delle partiture di musica classica, poi , non di rado esistono edizioni di uno stesso brano che differiscono proprio per le diteggiature suggerite dai curatori.
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« Risposta #43 il: 27 Dicembre 2009, 13:51:18 »
oddio, please, non scadiamo nei soliti discorsi  :roll:

mettiamo in conto una cosa: il modo più rapido per comunicare musicalmente con altri musicisti è lo spartito. fosse anche solo una partitura ritmica.

per di più, conoscere i modus operandi del brano scritto, dove cadono gli accenti, dove cadono le note in generale, rispetto al tempo, ti da una visione molto più completa della musica.

ma non solo di brani già scritti!!!

e questa cosa va capita  icon_asd5.gif anche quando si scrive un brano, essere in grado di trascriverlo su uno spartito è una cosa che permette di dare la stessa parte a qualsiasi musicista con cui si deve suonare, di focalizzare con precisione dove si trovano le note.

ad esempio, sapere che una nota cade sul levare del terzo movimento della battuta è una cosa non indifferente.

poi, in secondo luogo, lo spartito non implica che una parte vada per forza suonata come è scritta, come è normale nell'ambito del jazz, del rock e del pop.
viene data una linea guida, sostanzialmente. quando devo studiare un walking bass "preciso" (il walking è tipicamente improvvisato), lo leggo e capisco quali sono gli "obbligati", i punti fondamentali, e dove vanno suonati. dopodichè, si improvvisa.

personalmente, non trovo troppo utile lo "spartito+tab", perchè il più delle volte si finisce per leggere solo la tablatura, se il pezzo lo si conosce.

NON E' in alcun modo collegato il fatto di leggere le tablature e sapere che nota si sta suonando... anzi, di solito è il contrario. più si usano le tab, meno si conoscono le note che si suonano  icon_asd5.gif

sicuramente le tab sono comode, sotto certi punti di vista. se si deve studiare un pezzo molto rapidamente, un pezzo che si conosce, più che altro, o abbastanza semplice, si prende la tab e via, si va.

purtroppo questa cosa, il più delle volte, crea un piccolo scompenso dal punto di vista dell'orecchio.

imparare un brano ad orecchio è una cosa che da una spinta allucinante al musicista. all'inizio non è facile, ma basta esercitarsi...
ed anzi, l'orecchio è fondamentale per un bravo musicista. non essere in grado di rifare chessò, un riff, o capire i punti fondamentali di un solo melodico, capire il giro di accordi (per gradi, non si pretende in alcun modo l'orecchio assoluto, che è un fenomeno raro e non ottenibile) è una limitazione impressionante.

finchè si suonano cover per divertimento, cambia poco. il che non significa in alcun modo essere un musicista.
personalmente, per quanto mi riguarda, il gruppo che fa le coverine pop/rock/metal solite, non vale più del DJ che mette su la compilation e preme "play".

mi è capitato il 30 ottobre di andare a sentire una tribute band dei Pink Floyd (e non erano adolescenti, tutt'altro) composta da incapaci allucinanti! una cosa terrificante, il chitarrista andava fuori tempo e steccava di continuo, il cantante non ne voglio nemmeno parlare... la più brutta versione di "In The Flesh" che abbia mai sentito...

e non si contano sulle mani le cover band "anonime" che suonano così di m****, e che non ti sanno nemmeno dire in che tonalità è un brano che suonano.

ma questo dell'orecchio e dello studio è un altro discorso... sorry per l'OT  icon_asd5.gif
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« Risposta #44 il: 27 Dicembre 2009, 14:07:05 »
oddio, please, non scadiamo nei soliti discorsi  :roll:

mettiamo in conto una cosa: il modo più rapido per comunicare musicalmente con altri musicisti è lo spartito. fosse anche solo una partitura ritmica.

per di più, conoscere i modus operandi del brano scritto, dove cadono gli accenti, dove cadono le note in generale, rispetto al tempo, ti da una visione molto più completa della musica.

ma non solo di brani già scritti!!!

e questa cosa va capita  icon_asd5.gif anche quando si scrive un brano, essere in grado di trascriverlo su uno spartito è una cosa che permette di dare la stessa parte a qualsiasi musicista con cui si deve suonare, di focalizzare con precisione dove si trovano le note.

ad esempio, sapere che una nota cade sul levare del terzo movimento della battuta è una cosa non indifferente.

poi, in secondo luogo, lo spartito non implica che una parte vada per forza suonata come è scritta, come è normale nell'ambito del jazz, del rock e del pop.
viene data una linea guida, sostanzialmente. quando devo studiare un walking bass "preciso" (il walking è tipicamente improvvisato), lo leggo e capisco quali sono gli "obbligati", i punti fondamentali, e dove vanno suonati. dopodichè, si improvvisa.

personalmente, non trovo troppo utile lo "spartito+tab", perchè il più delle volte si finisce per leggere solo la tablatura, se il pezzo lo si conosce.

NON E' in alcun modo collegato il fatto di leggere le tablature e sapere che nota si sta suonando... anzi, di solito è il contrario. più si usano le tab, meno si conoscono le note che si suonano  icon_asd5.gif

sicuramente le tab sono comode, sotto certi punti di vista. se si deve studiare un pezzo molto rapidamente, un pezzo che si conosce, più che altro, o abbastanza semplice, si prende la tab e via, si va.

purtroppo questa cosa, il più delle volte, crea un piccolo scompenso dal punto di vista dell'orecchio.

imparare un brano ad orecchio è una cosa che da una spinta allucinante al musicista. all'inizio non è facile, ma basta esercitarsi...
ed anzi, l'orecchio è fondamentale per un bravo musicista. non essere in grado di rifare chessò, un riff, o capire i punti fondamentali di un solo melodico, capire il giro di accordi (per gradi, non si pretende in alcun modo l'orecchio assoluto, che è un fenomeno raro e non ottenibile) è una limitazione impressionante.

finchè si suonano cover per divertimento, cambia poco. il che non significa in alcun modo essere un musicista.
personalmente, per quanto mi riguarda, il gruppo che fa le coverine pop/rock/metal solite, non vale più del DJ che mette su la compilation e preme "play".


mi è capitato il 30 ottobre di andare a sentire una tribute band dei Pink Floyd (e non erano adolescenti, tutt'altro) composta da incapaci allucinanti! una cosa terrificante, il chitarrista andava fuori tempo e steccava di continuo, il cantante non ne voglio nemmeno parlare... la più brutta versione di "In The Flesh" che abbia mai sentito...

e non si contano sulle mani le cover band "anonime" che suonano così di m****, e che non ti sanno nemmeno dire in che tonalità è un brano che suonano.

ma questo dell'orecchio e dello studio è un altro discorso... sorry per l'OT  icon_asd5.gif

Avrai anche espresso un tuo parere ma è un'affermazione azzardata. Chi non ha cominciato con quelle cose? Magari tu no, però all'inizio è normale fare quel tipo di cover fatte anche male. Poi alcuni maturano e diventano bravi musicisti, altri invece rimarrano imbranati tutta la vita. Però suonare dal vivo e in gruppo fa molto bene, anche perchè non c'è solo l'esecuzione, ma bisogna imparare a farsi i suoni, gestirsi i volumi e le eventuali spie ecc.. e non è che uno deve rimanere chiuso in casa a studiare finchè non saràun musicista a tutti gli effetti. Bisogna pur iniziare..e spesso si inizia con le tablature, non c'è mica niente di male. Adesso io imparo tutto ad orecchio, però all'inizio usavo le tab e mi sono servite in qualche modo. Poi lo spartito l'ho iniziato a leggere dopo ma non ho approfondito troppo poichè preferivo dedicare del tempo a curare il tocco e la pulizia dell'esecuzione, oltre all'armonia. Il suonare di m****, come lo hai definito tu, non dipende dal saper leggere o no uno spartito, quella è un'altra cosa...è come dice che se i ladri agiscono di notte, chi esce di notte è un ladro. Così si fa di tutta l'erba un fascio e non è giusto, secondo me. icon_brindisi.gif
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