Come gia‘ preannunciato lo scopo di questa sezione e‘ proprio quella di riuscirvi a dare nuovi spunti per quando riguarda la progressione II V I.
Per evitare proprio un ingorgo cerebrale ho deciso di spezzettare il tutto in diversi “bocconi“ per cui cominciamo direttamente con
l’uso della scala diatonica maggiore sul relativo II V I!
Essa non e‘ altro che la possibilita‘ piu‘ semplice che abbiamo nella scelta delle scale (la pentatonica e’compresa nel prezzo!!).
Tutti e tre gli accordi che formano tale preogressione infatti sono frutto dell’armonizzazione del II, V, I grado della SDM.
Naturalmente proprio qui, incominciano i guai…..
Dall’esperienza raccolta in anni di insegnamento quello che piu‘ riscontro nei miei alunni tra le carenze e‘ la mancanza di idee!
Superata la fase di memorizzazione delle scale , die modi o die box o quel che si voglia, la strada che porta all’improvvisazione vera e propria si presentza in salita,
sapete perche‘?
La maggiorparte di voi nel tentativo di memorizzare i box, ci rimane ingabbiato dentro, nel senso che se conosco il modo ionico ,
lo suono sulla chitarra in forma scalare, lineare diteggiando in intervalli di seconda!
Qua sorge il primo ostacolo , come apportare delle idee usufruendo di una scala maggiore in ambito II V I.
Eccomi qua‘ proprio a mostrarvi delle scorciatoie per riavvivare il vostro fraseggio.
Prima di incominciare con la fase pratica, voglio darvi un piccolo compitino da fare parallelemente alla studio di questa lezione:
imbracciate la vostra chitarra e cercate di suonare, in tutti i box e per tutte le posizioni, i 7 modi della scala maggiore (cambiando di volta in volta tonalita‘)
per salti di intervalli sempre diversi, mi spiego meglio, prendete una SDM di Do cominciate a suonare per intervalli di terza:
C-E, D-F, E-G, F-A ecc…..
questo e‘ un esercizio fenomenale che vi aiuta non solo nella ricerca delle note sulla tastiera ma vi sviluppa contemporaneamente uno straordinario senso melodico!
Vediamo degli esempi versione in ptb:
Esempi (file formato PowerTab)Le quarte me le sono dimenticate ma voi avete gia‘ capito il sistema percui mano alla chitarra!
Bene, molto bene……
avendo aquisito, quindi adesso, una certa padronanza con i salti introduciamo il concetto di Scale Splitting.
Come dice la parola stessa, le scale vengono suonate come successioni di intervalli misti e non.
Per cui da questo nuovo concetto partire nella prima mini-lezione con la scala maggiore, suonata in ambito II V I.
Non ci resta quindi che vedere ed analizzare alcune possibilita‘:
http://www.youtube.com/v/DHkju0QXM7c&rel=1Il primo Lick si base semplicemente sull’utilizzo degli arpeggi , con l’aggiunta di qualche idea melodica
Come vedete , anzi come potete ascoltare solo facendo utilizzo di arpeggi si riesce a dare all’ascoltatore quel senso di movimento che magari suonando linealmente si perderebbe in un mucchio di note sensa senso melodico.
Nel secondo esempio trattasi piu‘ che altro di un idea melodica ma sempre contenente die salti, a voi non resta che individuarli!
Terzo esempio, si incomincia a fare sul serio, ho preso un’idea che parte con un intervallo di quinta ed uno di sesta minore (tra C e Ab) legandolo ad una sequenza discendende scalare!!
http://www.youtube.com/v/vCYrYrgAggY&rel=1Quarto ed ultimo di questa sezione , offre gia‘ intervalli molto piu‘ ampi che danno alla scala un’aria completamente nuova ed interessante!Tramite la tab ne potrete facilmente individuarne “il codice“.
Eccole qua‘ (file formato PowerTab)per ora passo ma non chiudo!....
